Dice il saggio

Vedo che la riflessione sui cattolici nel Pd sta provocando parecchie reazioni e vi ringrazio per i vostri commenti, che denotano una encomiabile voglia di costruire. Anziché rispondervi io – ma qualcosa nei prossimi giorni dirò, quando voteremo sul caso Englaro – mi affido al contributo di una persona che stimo molto: Pierluigi Castagnetti, già presidente dei Popolari, che ha scritto su Europa di giovedì una riflessione molto interessante. Il linguaggio è un po’ per addetti ai lavori, per cui cerco di riassumerla io, sperando di non semplificarla troppo: evito soltanto, perché non credo appassioni l’utente medio del blog, la parte relativa alla guerra sotterranea tra cattolicesimo popolare e cattolicesimo democratico. D’altra parte, non essendo l’onorevole Sarubbi un intellettuale ma solo un uomo innamorato del Vangelo, è una polemica che non entusiasma neppure me. Il fatto che i cattolici abbiano votato come gli altri, scrive Castagnetti, è il segno che la Chiesa italiana ha sbagliato qualcosa negli ultimi anni, puntando tutto su un principio (la lotta al relativismo culturale ed etico) ma restando silenziosa di fronte a certe sue applicazioni concrete (“i comportamenti privati di certo ceto dirigente del Paese, emersi da ultimo nella recente vicenda delle intercettazioni”). L’allusione è chiara, per cui evito commenti. Mi fermo invece su un altro rischio, che Castagnetti fa intuire senza citarlo espressamente: il rischio, cioè, di diventare “professionisti dell’embrione”, mettendo da parte tutto il resto. “Se gli elettori cattolici – scrive infatti – si orientano elettoralmente sempre più sulla base di criteri politici, sanamente laici, dunque l’offerta politica sui temi dell’economia, delle istituzioni o della pace non sarà indifferente all’apporto culturale di quei politici capaci di trasformare l’ispirazione cristiana in competenza nel gestire i problemi della storia”. Questo significa la rinuncia a parlare di etica, come chiedeva Ivan in un suo commento? No, caro Ivan: mi sentirei amputato, e non per questo più uguale a te. Ma l’obiettivo, amici miei, non è l’uguaglianza: è il confronto. Datemi ancora qualche giorno – il tempo che il caso Englaro arrivi alla Camera – e ne riparliamo.

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3 risposte a “Dice il saggio

  1. Ieri a un convegno Sandro Gozi, laico non laicista perchè, a suo dire, cattolico praticante ha sottolineato una cosa interessante: anche la chiesa ha una base e una classe dirigente. Se i partiti politici si rifanno solo alle dichiarazioni dei notabili della chiesa, alle gerarchie, senza ascoltare il suo popolo si compie l’errore madornale di chiudersi in un dialogo tra dirigenti, in un vicolo cieco che esclude la posizione della gente.

  2. A dire la verità non chiedevo di rinunciare a parlare di etica. Al contrario mi auguro che l’etica venga declinata non solo sui temi legati alla procreazione, alla vita di coppia etc.
    Per esempio, il precariato nel lavoro (uno dei maggiori ostacoli alla nascita di nuove famiglie) è un tema etico?
    Secondo me, sì.
    Una battaglia politica sulla dignità sociale ed economica della persona e della famiglia sarebbe perfettamente coerente con la storia dei cattolici, dalla Rerum Novarum in poi.
    E, ti dirò, ci sarebbero anche i margini per scontrarsi con i Radicali, che propongono cose come l’abolizione dei Contratti Nazionali Collettivi di Lavoro.
    Magari mi sbaglio (lo spero, veramente) ma non sono più questi i temi su cui ci si confronta per ottenere il consenso dei cattolici. Come mai?
    Mi chiedo se una politica che non riesce più a incidere su temi politici – l’economia globalizzata, le strutture tecnocratiche che limitano l’azione degli Stati nazionali senza offrire altri spazi di partecipazione (vd. referendum anti Europa) – non si sia arresa ripiegando sulla vita privata, ponendo un’attenzione quantitativamente eccessiva su vita, morte, sessualità etc.

  3. Credo che siano inappropriate le varie etichette che da una parte all’altra vengono affibiate ai cattolici.
    I cattolici dovrebbero essere tutti uguali, senza distinzione alcuna.
    Il Vangelo è uno solo e, come sempre ha ribadito Giovanni Paolo II durante il suo pontificato, i valori non negoziabili sono non negoziabili e a priori rispetto a tutto il resto. La vita, la famiglia, la giustizia, la solidarietà e quanto altro è contenuto nella Dottrina sociale della Chiesa e nel Catechismo della Chiesa cattolica sono i punti fermi da cui partire per fare politica.
    I rischi che Castagnetti fa intuire rispetto anche alle intercettazioni mi fanno venire in mente il famoso detto del Vangelo “guarda la pagliuzza nell’occhio dell’altro e non vede la trave nel suo”.
    Poi però dive dire che ho conosciuto di persona l’Onorevolissimo Andrea Sarubbi la scorsa settimana e ho trovato davvero interessante il suo argomentare anche sul caso Englaro. Aspetto pure io che si arrivi con questo caso umano alla Camera, perchè la prova del nove sarà sotto gli occhi di tutti.
    Buone ferie a tutti!

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