Bentornati in Occidente

Berlusconi l’aveva detto: ora che non c’è più la monnezza per strada, Napoli è finalmente tornata in Occidente. Cosa volesse dire è già abbastanza chiaro, ma è ancora più evidente se si rilegge una sua famosa dichiarazione del 26 settembre 2001, due settimane dopo gli attentati alle Torri Gemelle: “L’Occidente – affermò all’epoca, e non mi pare abbia cambiato idea da allora – deve avere la consapevolezza della superiorità della sua civiltà. Una civiltà che ha garantito benessere largo ai popoli e garantito il rispetto dei diritti umani, di quelli religiosi, che non c’è nei paesi islamici, il rispetto dei diritti politici”. Vado su wikipedia per cercare di capire meglio: il termine civilitas (le buone maniere dei cittadini), inizialmente contrapposto a rusticitas (la rozzezza dei contadini) include a partire dal Rinascimento “un giudizio di valore del proprio modo di vita, considerato più progredito, rispetto a quello di altre e differenti culture, sia antiche, sia extraeuropee, la conoscenza delle quali si andava diffondendo in Europa”. Con il ritorno in Occidente, dunque, Napoli è tornata alla forma più alta di civiltà, ha detto in sostanza il presidente del Consiglio, e stavolta non ce l’ho con lui, ma con l’Occidente. Nella civilissima spiaggia di Torregaveta, ripulita dai rifiuti, quattro ragazzine rom, venute con la Cumana dal campo di Scampia, cercavano ieri mattina di vendere ai bagnanti braccialetti e calamite per i frigoriferi; poi si sono buttate in acqua e, dopo un po’, sono sparite, inghiottite dalle onde. Una signora ha chiamato il 118, ma i soccorritori sono riusciti a salvare solo due ragazze: le altre due – Violetta e Cristina, 12 e 11 anni – erano già morte. “Abbiamo recuperato quei corpi tra l’indifferenza generale”, ha spiegato Pasquale Desiato, l’autista dell’ambulanza, e le foto diffuse oggi dai giornali sono raccapriccianti: due corpi distesi sulla sabbia, coperti a malapena da altrettanti teli, mentre la gente attorno continua a mangiare (era ora di pranzo, capirete) e prende il sole sulla sdraio come se niente fosse. Bentornati in Occidente.

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2 risposte a “Bentornati in Occidente

  1. una foto che parla da sola…
    vedessi io una bara sulla spiaggia, non credo avrei tanta voglia di restare al mare!

  2. E’ un tema grave, profondo, che meriterebbe un approfondimento maggiore di quanto consenta un blog. Non credo che le persone sulla spiaggia di Torregaveta fossero delle bestie, tanto peggiori del resto dei cittadini del Paese. Dovremmo perciò riflettere attentamente tutti sul senso “dell’altro”: chi à l’altro per noi, cosa significa per noi vivere in una comunità, anzi in varie comunità: la famiglia, l’ambiente di lavoro, magari il partito, l’associazione, la parrocchia. E forse nel corso di questa riflessione ci accorgeremmo con paura che l’altro spesso significa poco per ciascuno di noi, troppo poco. E se ci mettessimo noi nei panni dell’altro? Se provassimo per un momento ad immedesimarci non nei bagnanti indifferenti, ma nei poveri corpi freddi coperti sulla battigia? che tristezza vederci ignorati, abbandonati.

    “…Ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere, ero forestiero e non mi avete ospitato…” (Mt. 25, 42)

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