La gatta frettolosa

Quando Tremonti annunciò che la nuova manovra era stata approvata dal Consiglio dei ministri in 9 minuti e mezzo – a differenza delle precedenti, che richiedevano mesi di discussione – l’italiano medio pensò che, finalmente, il nostro Paese aveva un governo in grado di decidere. Un governo che non vuole perdere tempo e che alle parole preferisce i fatti. Qui in Parlamento, però, nessuno aveva abboccato all’esca: né i deputati dell’opposizione, che in genere si fidano poco di Tremonti, né quelli della maggioranza, che corsero subito a leggere il testo del decreto. Siccome è un tomo di 475 pagine (l’ho qui davanti a me e ve l’ho fotografato malamente con il telefonino: è in formato A4, scritto in corpo 10 e zeppo di tabelle), ci misero qualche giorno prima di sviscerarne il contenuto: una serie pazzesca di tagli con l’accetta, che sacrificavano sull’altare della riduzione di spesa una quota consistente di servizi. Dall’istruzione alla sicurezza, ce n’è per tutti: le università sono già sul piede di guerra, la polizia – lo diceva ieri anche Gianclaudio Bressa, nell’intervento che ho inserito sul blog – è pronta allo sciopero bianco. I ministri competenti (Tremonti escluso)  si sono messi le mani nei capelli ed hanno presentato un numero impressionante di emendamenti: ben 130, su un provvedimento (lo ripeto) deciso dallo stesso Consiglio dei ministri. Di peggio hanno fatto i parlamentari di maggioranza: le loro correzioni al testo erano più di 850: in tutto, insomma, un migliaio di modifiche sostanziali presentate dalla coalizione di Centrodestra. Discuterle tutte sarebbe stato lacerante: non tanto per i tempi (siamo pagati per lavorare), quanto perché sarebbero emerse molte contraddizioni interne. Così, Berlusconi ha deciso di porre la fiducia anche sulla manovra: è la terza volta in pochi giorni, dopo l’Ici e la sicurezza (a proposito: sono molto contento per l’emendamento approvato oggi sulle impronte digitali per tutti: almeno non ne facciamo più una questione etnica). Ma c’è un problema: il testo così com’era (quello dei 9 minuti e mezzo, sempre lui) non piaceva a nessuno, e quindi Lega e Pdl sono da giorni al lavoro su una manovra nuova, che formalmente passerà agli atti come maxi-emendamento, ma che di fatto riscrive la precedente. La gatta frettolosa, diceva mia nonna, fa i figli ciechi.

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