La vita che cambia

A Villa Basilica, paesino delizioso in provincia di Lucca, ho ricevuto ieri sera un riconoscimento postumo: gli organizzatori mi avevano contattato a novembre, quando ancora lavoravo per la Rai, confessandomi l’intenzione di premiare A sua immagine nel corso di un festival del teatro, del cinema e della tv. Invano ho cercato di convincerli, negli ultimi mesi, che sarebbe stato meglio farlo ritirare a qualcun altro della redazione: volevano me, e così sono andato. L’occasione – peraltro gradevolissima – mi è servita per rendermi conto, una volta per tutte, di quanto sia cambiata la mia vita in poco tempo: bastano 4 mesi di assenza dal video per perdere la popolarità, bastano 4 mesi di Parlamento per essere trattato come un uomo di potere. Onorevole di qua, onorevole di là… la gente che non ti abbraccia più, trattandoti come uno di famiglia, ma ti dà la mano, dandoti rispettosamente del lei… insomma, una sensazione strana. E lo straniamento è proseguito anche oggi, vedendo le immagini del Papa a Sydney: è la prima Giornata mondiale della gioventù a cui non partecipo, negli ultimi 11 anni. A Parigi, nel ’97, ero andato in doppia veste: come partecipante e come collaboratore della Radio Vaticana, inviato in mezzo ai giovani. A Roma 2000 ero già sul palco: presentai il primo incontro di Giovanni Paolo II con gli italiani, a San Giovanni in Laterano, e presi parte anche alla maratona di Tor Vergata. Per non parlare degli innumerevoli reportage realizzati durante l’evento, sia per la Rai che per la Radio Vaticana. A Toronto andai due volte: prima, a marzo 2002, in una sorta di pellegrinaggio esplorativo, per una puntata speciale di A sua immagine; poi, a luglio, per la GMG vera e propria, sempre inviato dalla Rai. Infine, Colonia 2005: ancora dirette e reportage, ma era come se fosse la prima volta perché c’era un Papa nuovo, con un linguaggio ed uno stile diverso da quello del suo predecessore. Ero già pronto per Sydney: in redazione se ne parlava da un anno. Avrebbe voluto aggregarsi anche mia moglie, perché non capita tutti i giorni di andare in Australia. Poi, però, la vita ha deciso diversamente… ed ora guarderò gli speciali di A sua immagine in tv, facendo il tifo per chi è rimasto e per chi è venuto dopo di me.

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2 risposte a “La vita che cambia

  1. francesco grana

    Diciamo che spiritualmente sei anche tu a Sydney (e come negare che è molto meglio di Montecitorio).

  2. gianluca russo

    Un saluto da Sydney e grazie per il tifo. Cominciamo con lo speciale di giovedì sera alle 23:30 per proseguire sabato e domenica con le consuete dirette.

    Ciao da tutta la “crew” australiana

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