Il lodo Alfano

lodo Alfano

Eccoci al giorno del lodo Alfano. A parte qualche parentesi da bar (il solito Franco Barbato che ridà del camorrista a Mario Landolfi), il dibattito procede su un binario piuttosto monotono, che affrontiamo con un misto di indignazione (per il provvedimento in sé) e rassegnazione (per l’esito scontato del voto di stasera). Maurizio Lupi – che oltre ad essere deputato del Pdl e vicepresidente della Camera è uno storico esponente di Comunione e Liberazione – ha tentato di scomodare il concetto di bene comune, quasi a volerci far credere che non si tratti di una questione personale di Berlusconi. Meno pretenzioso, e forse anche più onesto, mi è sembrato Gaetano Pecorella, che si è appellato alla ragion di Stato, argomentando che Berlusconi vada protetto dai giudici perché va protetta la stabilità politica dell’Italia: una tesi senza dubbio opinabile, ma almeno sincera. Da parte nostra, stiamo tentando in ogni modo di ribadire che il Paese ha altre priorità (stipendi, pensioni, lavoro…) e che il governo, invece di affrontarle, si sta concentrando sugli interessi del Presidente del Consiglio. Buoni interventi, stamattina, di Massimo D’Alema e Marina Sereni; a noi più giovani, invece, è stato affidato un testo da ripetere all’infinito, come un tormentone, nel minuto concesso a ciascun deputato che intervenga a titolo personale. Io ho parlato ieri sera, intorno alle 21: ero il quinto di fila a leggere lo stesso intervento (che vi incollo qui sotto, virgolettato) ed i nostri colleghi della maggioranza si stavano cominciando a spazientire. Uno di loro, Antonino Lo Presti, aveva appena accusato noi del Pd di essere presenti in pochi e se l’era presa anche con l’Udc, che sul lodo Alfano si asterrà. Poi, però, se n’era andato. E così gli ho risposto in contumacia:

ANDREA SARUBBI. Signor Presidente, poco fa l’onorevole Lo Presti denunciava la linea ondivaga e contraddittoria dell’UdC in merito a questo provvedimento. La posizione del Partito Democratico è invece piuttosto chiara, quindi la ripeto. La ripeterei volentieri anche all’onorevole Lo Presti se fosse ancora in Aula, ma visto che se ne è andato, la ripeterò agli altri otto deputati della maggioranza che sono presenti e al signor Ministro della giustizia, Angelino Alfano, che passerà alla storia della Repubblica per aver messo il nome su questo provvedimento. “L’emergenza nel nostro Paese non è quella che voi mettete al primo posto. A voi interessa solo garantire impunità al Presidente del Consiglio. Con una decisione illiberale, senza precedenti, avete espropriato il Parlamento, per assicurare al Capo del Governo la sospensione dei suoi processi passati e futuri. Avete scritto un’altra brutta pagina per la nostra Repubblica. Perché non destinate tutte le vostre energie per aumentare gli stipendi e le pensioni, che sono la vera emergenza per le famiglie italiane? Perché ciò che vi preme è l’immunità e gli interessi personali dell’onorevole Berlusconi, che vengono prima dei problemi reali del Paese. Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzioni di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. Questo è scritto nella nostra Costituzione, che è e rimane la nostra bussola.
L’emergenza nel nostro Paese non è quella che voi mettete al primo posto. A voi interessa solo garantire impunità al Presidente del Consiglio” (Applausi polemici del deputato Paolini).

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Una risposta a “Il lodo Alfano

  1. Più che nella sostanza il problema è nella forma. Perché se è vero che l’immunità per parlamentari o le alte cariche dello stato esiste anche in altri paesi della UE credo non sia mai successo che la norma sia stata introdotta per fronteggiare l’emergenza di uno dei beneficiari. Così presentato (anche per il modo in cui è approdato nel calendario parlamentare) è un’offesa nei confronti delle persone in attesa di giudizio, dei parlamentari, degli elettori e di tutti quanti si sentono in favore dell’eguaglianza delle persone.
    La domanda che mi pongo è la seguente: il PdL eliminerà gli emendamenti, ormai non più necessari, “salva-premier” nel pacchetto sicurezza ? E se lo face (come credo) come voterà il PD ? E’ un altro tranello per screditare ancora una volta un’opposizione responsabile quella del PD. Del resto il cavaliere è maestro nella capacità di stravolgere la realtà…

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