Bambini pericolosi

impronte digitali bambini rom

Non è vero che i politici siano fannulloni: basti guardare la riunione fissata nel pomeriggio di oggi, domenica 29 giugno, dal leghista Maroni. Invece di andare al mare, il nostro ministro dell’Interno ha convocato i prefetti di Roma, Milano e Napoli per spiegare loro che verranno prese le impronte digitali ai rom, bambini compresi. Visto che i cattolici della maggioranza continuano a tacere, stamattina ci ha pensato la fondazione Migrantes (organo ufficiale della Conferenza episcopale italiana) ad esprimere tutta la propria “forte preoccupazione”, per “il persistere, anzi l’estendersi di un clima di tensione” verso immigrati clandestini e nomadi. “Nei confronti di immigrati e rom – si legge nel comunicato diffuso da Migrantes al termine di una riunione a Verona – si assiste di giorno in giorno al paventare provvedimenti restrittivi e discriminatori che, prima ancora di essere attuati, destano allarme ed agitazione generale con la previsione di tempi burrascosi per tutti: per chi è fatto bersaglio diretto di tali provvedimenti, per chi con maggiore o minore insistenza li ha reclamati e per tutta la nostra società italiana”. L’intento, rileva Migrantes, sarebbe quello di “rimuovere le paure degli italiani”, ma “queste misure, oltre ad essere inefficaci”, sembra che “vadano in direzione contraria”. I vescovi, dunque, si dicono contrari alla politica del giro di vite annunciata dal governo (che riesuma “una specie di xenofobia o peggio di discriminazione razziale”), non usano mezzi termini sulle impronte digitali (“Non si comprende perché vengano prelevate soltanto ai minori di questa minuscola etnia rom, quando proprio in questi mesi si è spesso informati di bande minorili italiane, che scorrazzano per le vie e parchi delle nostre città”) e neppure sullo smantellamento dei campi (“Si continua ad annunciarlo, senza indicare sotto quale tetto i rom possano sopravvivere”). Migrantes contesta anche il progetto di rendere reato l’immigrazione clandestina, accusando il governo di punire due categorie di disperati: le “grandi masse di lavoratori che con un filo di speranza sono in cerca una qualche regolarizzazione” e “chi chiede asilo o protezione umanitaria”. In questo modo – conclude la fondazione promossa dalla Cei – “immigrati e rom diventano facile capro espiatorio dei mali e dissesti della nostra società, che hanno ben più profonde radici”. Carta canta. E mi sa che ‘sto post me lo conservo per la prossima visita di Berlusconi dal Papa.

Annunci

7 risposte a “Bambini pericolosi

  1. La proposta è allucinante: Moltissimi ROM non sono extracomunitari, sono nati in Italia…

    In merito all’immigrazione clandestina pare una Barzelletta: la lega nord ha fatto di questo nuovo reato la sua bandiera, e giusto questa settimana vota una legge che blocca i processi proprio in merito all’immigrazione clandestina (oltre che x reati finanziari, violenza alle donne e quant’altro!)

    A voi non viene da ridere?

  2. umberto ingrosso

    Il Governo non ha nessunissima intenzione di punire i poveri disgraziati che arrivano in Italia con un barcone.Lo hanno dichiarato la Russa e Maroni a PORTA A PORTA:costoro non sono un problema quantitativamente( pochissimi rispetto a coloro che vengono in Italia per delinquere grazie ad un visto turistico),nè qulitativamente(non sono criminali,se non in casi rarissimi).Poi bisogna finirla di confondere i Nomadi con i Rom.A Roma esiste da sempre una Comunita’ di Nomadi Sinti: gente mite e tranquilla che non ha mai costituito un problema e che lavora onestamente,anche se alcune loro donne chiedono l’elemosina.Ma lo fanno in modo per nulla invadente,ed oserei dire perfino simpatico.I Sinti sono le prime vittime dei Rom,che spesso li hanno cacciati dai loro campi per occuparli.Dell’amore dei Rom per i loro figli abbiamo a Roma numerose prove: fai un salto in centro,ed incontrerai bambini ed adolescenti che ostentano orribili mutilazioni:è stata,come tutti sappiamo,la loro mammina,perchè poi possano destare compassione,e guadagnare di piu’ con le elemosine.Il loro papino,invece, li vende ai pedofili,oppure li picchia di santa ragione se tornano a casa senza soldi.Informarsi su questi bambini,e privare le bestie che li hanno generati della Patira Potesta,è un dovere dello Stato,nei loro confronti e nei confronti delle vittime dei loro scippi e furti.Che queste misure non rimuovano le paure degli Italiani,ma vadano in senso contrario,è da dimostrare.Quel che risulta evidente è che molti di noi non ne possono piu’,e questo spiega gli incendi dei loro campi a Napoli come a Latina ed in Lombardia.I Rom non sanno dove rifugiarsi? Tornino in Romania:il Comune di Pavia aveva fornito loro,l’anno scorso, i soldi per il l ritorno laggiu’:morale? Hanno intascato i quattrini e si sono spostati di qualche km.D’altronde,qui a Roma,molti Conventi,Case di Preghiera e Seminari sono praticamente vuoti:perche non ospitarvi qualche migliaio di questi miti,onesti migrantes?Che la CEI non ci abbia ancora pensato è certamente peccato mortale.Pieno consenso,deliberata coscienza,materia grave.Si,direi che è peccato mortale:decisamente.Come lo è l’ipocrisia.

  3. giusto qualche dato per riflettere sui rom brutti, sporchi e cattivi: in italia (popolazione 58 milioni e passa) vivono tra i 120 mila e i 150 mila zingari, di cui – si badi bene – circa 70 mila italiani. tra gli zingari stranieri almeno il 50% è presente in Italia da oltre 15 anni.
    ultima cosa: non mi spiego come tanti italiani abbiano dimenticato le discriminazioni, le accuse di essere brutti, sporchi e cattivi, ladri e criminali, di cui furono bersaglio tanti nostri compatrioti costretti a emigrare. ora l’italia è ricca, ed è diventata terra d’immigrazione. ma come dimenticare che anche noi siamo stati, almeno per un periodo, un poco zingari? Come non impegnarsi per favorire un insediamento stabile per loro e per i loro figli?

  4. umberto ingrosso

    Tg5,ore 13,10 e Tg1 ore 13,40 di oggi 30 Giugno.Notizia che cade a fagiolo:ARRESTATI AVERONA8 ROM CHE COSTRINGEVANO I LORO FIGLI A RUBARE NEGLI APPARTEMENTI.OLTRE 100 I FURTI COMMESSI NEL NORD ITALIA.I BAMBINI VENIVANO PICCHIATI E VIOLENTATI SESSUALMENTE SE NON SI IMPOSSESSAVANO DEL MALLOPPO PRETESO DAI GENITORI.I QUALI SONO STATI PRIVATI DELLA PATRIA POTESTA’ E ,PER INCISO,CATTURATI MENTRE TENTAVANO DI FUGGIRE IN FRANCIA.C’è proprio tutto,vero?Il Governo che comincia a fargli paura,le sevizie bestiali ai bambini,l’incubo di chi va in ferie e torna la casa svaligiata,al ritorno.Sono cose che abbiamo fatto anche noi Italiani?Nella sortita che mi precede c’è tutto l’amore ed il rispatto di certi appartenenti alla Sinistra per la loro Patria.Gli Italiani sono sempre stati famosi per l’attaccamento ai loro figli,hanno costruito Manhattan,hanno regalato al Mondo alcune delle invenzioni piu’ famose:la Radio,l’Energia Nucleare,il Telefono,la Scienza Moderna con Galileo.E quanto al commento di Migrantes,queste misure vanno in direzione contraria agli obiettivi e non risolvono le paure?Infatti l’arresto di queste canaglie da parte della Polizia è avvenuto mentre andavano in direzione contraria a quella di arrivo,la Francia,ed ha risolto le paure dei loro figli e quelle dei cittadini derubati.Quando si scrivono queste cose,CEI diventa COMICITA’ EPISCOPALE ITALIANA.Ho un consiglio,e mi si perdoni l’ardire,a me che sono un poveraccio,e che oso rivolgermi a Persone Consacrate illuminate dallo Spirito:lascino perdere la difesa dei ROM,se non vogliono guadagnarsi un’impopolarita’ degna di miglior causa.

  5. Umberto Ingrosso: “…è stata, come tutti sappiamo, la loro mammina, perchè poi possano destare compassione, e guadagnare di piu’ con le elemosine”.

    No io non lo so, e nemmeno tu lo sai, altrimenti avresti dovuto sporgere urgentemente una denuncia penale contro gli autori di questi reati per non sentirti correo di questi misfatti. Tu sei, credo incolpevolmente, imbevuto di una pseudo cultura che rende vere le cose “possibili”. A forza di sentirle dire e ripetere, anche le cose cui non abbiamo assistito e di cui non abbiamo documentazione diventano “vere”. Di vero ci sono invece i campi dove bambini incolpevoli vivono nel fango, d’inverno si scaldano con miseri falò, non vanno a scuola perché discriminati dalle altre famiglie dei residenti e per campare devono mendicare, rovistare nei cassonetti dell’immondizia o fare piccoli lavori di fatica (sgombero cantine, manovalanza ai mercati e cose del genere). Parlo di situazioni che conosco personalmente e che ho verificato ripetutamente.
    Certo, ci sono anche ROM che rubano, ma al riguardo voglio raccontare un episodio che mi accadde alcuni anni fa. Ero all’aeroporto di Fiumicino e mi sentii chiamare per cognome. Mi girai e stentai a riconoscere l’uomo che mi si era avvicinato. Era un compagno di scuola delle medie, che all’epoca lavorava per la società di gestione dell’aeroporto. Dopo i saluti di circostanza mi propose di acquistare alcuni monili d’oro che aveva in tasca. Erano, mi disse “il frutto del suo lavoro!” In pratica era quello che aveva trovato rovistando nelle valigie dei passeggeri in transito. Ovviamente rifiutai, segnalai il caso ai responsabili della società e alle autorità di ps, e alcuni mesi dopo seppi che il “signore” non era più in azienda.
    A lui nessuno aveva preso preventivamente le impronte digitali, pur operando in un’attività definita “altamente sensibile” e spesso oggetto di indagini della magistratura. Perché allora il ministro Maroni non estende l’obbligo di “censimento” preventivo a tutti gli operatori aeroportuali, a tutti coloro che per mestiere gestiscono soldi e valori, a chiunque faccia parte di categorie a rischio di commissione di reato? Semplice, perché sarebbe una bestemmia giuridica, contraria al principio di innocenza presunta, fino a condanna definitiva, del nostro ordinamento. E allora perché tanto entusiasmo per una proposta altrettanto aberrante quale quella di identificare attraverso dati biometrici solo alcune persone, quelle più deboli, quelle che vivono ai margini della società, quelle che non hanno voce per protestare e non hanno televisioni e giornali per dire la loro verità?
    Famiglia Cristiana parlerà, nel prossimo numero, di “indecente proposta razzista di prendere le impronte digitali ai bambini rom” e bollerà “i ministri cattolici del Governo del Cavaliere (che) escono bocciati, senza appello. Per loro la dignità dell’uomo vale zero.”
    Mi sembra inutile aggiungere altre parole a questo giudizio.

  6. Le impronte strappate ai bimbi Rom e l’impronta di Dio!

    Siamo angosciati e temiamo questo clima che si sta diffondendo nel nostro Paese.
    Siamo un gruppo di amici di Rom e Sinti e operatori e operatrici pastorali che a nome della Chiesa Italiana e delle nostre comunità religiose accompagna e cerca di vivere il “sacramento dell’incontro” e dell’amicizia con il popolo dei Rom e dei Sinti.
    Ci uniamo a quelle voci che anche all’interno della Chiesa si sono levate per denunciare e richiamare il rispetto della dignità della persona e dei poveri in modo particolare.

    L’ultima proposta dell’onorevole Maroni, Ministro dell’Interno, è la conferma che lo spettro di un passato non così lontano è sempre pronto a rialzarsi, anche con la complicità di non pochi silenzi.
    Siamo preoccupati non solo per le impronte ai bambini Rom, ma soprattutto per quelle che la nostra società ha disseminato lungo questo anno, impronte inzuppate nell’inchiostro dell’indifferenza, del razzismo,
    del pregiudizio.
    Un anno fa a Livorno bruciavano nella loro baracca 4 bambini Rom.
    Anche di fronte ad un dramma del genere i giudici hanno scelto di impedire ai genitori di esprimere il loro dolore, rinchiudendoli immediatamente in carcere. Mai era successa una cosa del genere!
    Anche il sindaco di Livorno si è contraddistinto per la sua ambiguità,
    rifiutandosi più volte di dare un alloggio per le due famiglie coinvolte, di fronte ad una opinione pubblica indifferente e contraria ad un aiuto per le due famiglie Rom.
    Da allora i fatti si sono susseguiti senza tregua, avendo sempre di mira i poveri e i Rom in genere.
    Le impronte ai bimbi Rom sono il risultato di una lunga e tragica catena, una fabbrica della paura che vede coinvolti tutti quanti: le Istituzioni, i partiti e i loro governi, e gran parte dell’informazione, spesso manipolata ad arte, ma anche quei silenzi che rischiano di appoggiare di fatto il più forte a danno del debole.
    Siamo turbati per questa guerra ai poveri, demagogica, antidemocratica e antievangelica!
    Quante di queste impronte abbiamo lasciato un po’ ovunque in questo anno:
    lo è stata l’ordinanza del Comune di Firenze contro i lavavetri e gli accattoni, gli sgomberi dei campi Rom dei comuni di Roma e di Milano che facevano a gara chi in effetti espelleva più Rom, la caccia al Rom, il divieto di accattonaggio ad Assisi per non turbare gli interessi turistici e la quiete dei conventi e delle chiese, i campi Rom dati alle fiamme a Napoli la mistificazione della sicurezza e la formazione di ronde cittadine per il controllo dei quartieri in nome del motto razzista: “tolleranza zero”, l’introduzione del reato di clandestinità, la militarizzazione delle nostre città. una fabbrica della paura ben architettata.
    Questo ci turba perché temiamo che continuerà a produrre altri mostri, sempre in nome del “Dio della sicurezza”, e adoratori di questi mostri si stanno diffondendo rapidamente raccogliendo sempre nuovi adepti!
    Dai campi Rom e Sinti dove viviamo accolti dalla loro umanità e amicizia, anche noi guardiamo con timore e preoccupazione le nostre città, questo rapido deterioramento della convivenza, questa ansia di controlli sempre più assidui, questa voglia di schedatura su base etnica; ci preoccupa l’avanzata di questo razzismo, spesse volte apertamente dichiarato e tollerato dalle stesse autorità perché ritenuto ormai “normale”!
    A volte subiamo noi stessi sguardi, gesti di rifiuto e di esclusione dalle nostre stesse comunità di appartenenza.
    Da questi luoghi spesso marginali ma privilegiati punti di osservazione, guardiamo attraverso gli occhi dei Sinti e Rom il “nostro mondo” che cambia e rimaniamo anche noi sorpresi nel vedere e constatare la sua voracità che avanza senza scrupoli e travolge tutto e tutti.spesso ringraziamo Dio per averci fatto incontrare e conoscere questo popolo che ci aiuta e ci trasmette quella “normalità” che la nostra società di appartenenza sembra aver smarrito.
    Come annunciatori del Vangelo di Gesù, che nell’accoglienza dei poveri e dei piccoli ci ha rivelato il volto del Dio della vita, non possiamo dimenticare che in ogni uomo e donna, chiunque essi siano, di qualsiasi popolo, cultura e fede di appartenenza, è impressa l’impronta di Dio, è questa l’unica impronta che vogliamo “adorare” ed esibire. Vivendo in mezzo a Rom e Sinti o frequentando delle famiglie, abbiamo anche potuto apprezzare tante loro ricchezze e riconosciamo che le nostre vite, la nostra stessa fede sono state arricchite e segnate dalla loro “impronta”.
    Anche per questo ci sentiamo loro grati e debitori, e vorremmo che anche ai Rom e ai Sinti fossero riconosciuti il diritto di vivere nella sicurezza e la tranquillità di far crescere ed educare i loro figli secondo la loro cultura e nel rispetto delle diversità.

    Don Federico Schiavon – Udine
    Franca Felici – Massa Carrara
    Don Piero Gabella – Brescia
    Laura Caffagnini e Bertolucci G – Parma
    Cristina Simonelli – Verona
    Sr.Rita e Carla Viberti – Torino
    Palagi Marcello – Massa Carrara
    Lucia Lombardi – Verona
    Betti Adami – Verona
    p.Luciano Meli – Lucca
    Don Agostino Rota Martir – Pisa
    Daniele Todesco – Verona
    Don Francesco Cipriani – Verona
    Piccole sorelle di Gesù – Crotone

  7. umberto ingrosso

    Fingere di non sapere che quei bambini sono stati torturati dai loro genitori e che non vengano venduti ai pedofili appartiene ad un metodo mistificatorio tipico della Sinistra: come quando si faceva finta di non sapere che i Vietcong reclutavano a forza i bimbi nei villaggi Vietnamiti,uccidendo i genitori che si opponevano alla “lotta agli Imperialisti”.E visto che siamo in Vietnam,restiamoci.Ho letto “FAMIGLIA CRISTIANA” per l’ultima volta 10 anni fa.C’era un servizio sul Vietnam,nel quale lo stato Fascicomunista(Fascista quanto a sciovinismo ed aggressivita’ verso i vicini,Comunista per il resto)veniva dipinto come un Paradiso Terrestre.Peccato che il fotografo,nel riprendere alcune scene,di quel Paradiso,non si fosse accorto che in ogni foto comparivano non meno di tre poliziotti.Un Paradiso la cui felicita’ obbligatoria era garantita dalla versione Vietnamita del KGB.Piu’ tardi Tiziano Terzani,giornalista di Sinistra e grande esperto dell’Asia,descrisse in un suo libro questo Paradiso(credo si tratti di”Un Indovino mi disse.”.:un inferno,nel quale la Popolazione,esesperata,era tenuta a bada da un immensa macchina repressiva.Da allora,non ho piu’ avuto bisogno di leggere “FAMIGLIA CRISTIANA”.Piuttosto,mi è venute nostalgia della vecchia,cara PRAVDA.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...