Tiro… al bersaglio

test antidroga in Parlamento
Animi accesi, alla Camera, per le dichiarazioni di Giovanardi sulla cocaina che circola in Parlamento. Prima Laratta (Pd), poi Volonté (Udc), poi i segretari di presidenza Lusetti (Pd) e Lucà (Pd) hanno chiesto al sottosegretario di fare i nomi, perché non si può diffondere un sospetto generalizzato. Volonté, in particolare, ha detto ieri sera in Aula che “nessuno di noi può tornare a casa, da oggi in poi, e non sentirsi irridere per una situazione soggettiva che non riguarda, per quanto ne so, nessuno di questi 630 parlamentari”. In sostanza, il ragionamento è lo stesso che veniva utilizzato l’altro giorno dal Centrodestra contro Barbato (Idv): non puoi parlare pubblicamente di una collusione fra alcuni parlamentari della maggioranza e la camorra; se lo sai, fai nome e cognome delle persone coinvolte ed assumiti la responsabilità di quello che stai dicendo. Dopodiché, prove alla mano, te la vedrai con quelle persone davanti ai giudici. Nel suo commento all’ultimo post, Fac mi chiede di prendere posizione sul caso-Iene, che fecero un test antidroga fuori da Montecitorio e Palazzo Madama, con l’aiuto di una finta truccatrice, e comunicarono che dei 66 parlamentari esaminati erano positivi in 16: 12 alle canne, 4 alla coca. Denunciati e poi processati, gli autori del programma si sono sempre difesi dicendo di non aver mai reso noti i nomi e i cognomi dei parlamentari drogati; ma il giudice, come avrete letto in questi giorni, ha dato loro torto, perché comunque hanno leso l’onorabilità dell’istituzione. Ho letto diversi commenti sdegnati su questa sentenza, a cominciare dall’articolo segnalato da Fac (“La verità? Sicuramente non un’azione lecita quella delle Iene, ma così i politici hanno le spalle coperte”), ma una volta tanto devo dare ragione ai miei colleghi. E non è, credetemi, perché “la moglie di Cesare è al di sopra di ogni sospetto”: le istituzioni sono fatte di uomini, gli uomini sbagliano e quando sbagliano è giusto che paghino. Ma non così, non alla rinfusa, non buttando un sasso nella mischia, sapendo che tanto qualcuno verrà colpito, per poi tirare indietro la mano: questo, a casa mia, si chiama qualunquismo da quattro soldi. Anche se i soldi che girano intorno a chi ci specula, in realtà, sono molti di più.

Annunci

2 risposte a “Tiro… al bersaglio

  1. umberto ingrosso

    Perchè a chiedere che si facciano i nomi sono tre del PD ed uno dell’UDC(Mele docet).Coda di paglia?

  2. Tanti problemi e tanta cagnara… Malafede da una parte e coda di paglia dall’altra. Non c’è bisogno di un servizio delle Iene per ledere “l’onorabilità dell’istituzione”. Basta una rissa, una bottiglia di spumante, uno sputo, un commento razzista…
    Mi sento solo di ringraziare l’on. Sarubbi, che prima sinceramente non conoscevo, per questa “finestra” sulla vita politica.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...