Questione di fiducia

fiducia berlusconi

Giornata strana, per essere un mercoledì. Di solito si comincia presto e si finisce tardi, perché questo è l’unico giorno della settimana in cui i deputati fuori sede non devono prendere un treno o un aereo: sono già qui dal martedì e devono restarci fino al giovedì, per cui si cerca di concentrare sul mercoledì tutto il possibile e l’immaginabile. Oggi, invece, gli schemi sono saltati: ieri sera il governo ha messo la fiducia sul decreto Ici e sono dunque scattate le 24 ore di pausa, che termineranno stasera alle 20.20 con un voto dall’esito scontato. Al termine del quale, naturalmente, Berlusconi dirà che la maggioranza è più compatta di prima, che è stata una scelta dettata dalla necessità di fare presto, che la fiducia era una risposta obbligata alla minaccia ostruzionistica dell’opposizione. Una delle tre cose è quasi vera – quella della necessità di fare presto – anche se, a questo punto, il Centrodestra deve spiegarci come mai giovedì scorso abbia deciso di chiudere in fretta la seduta, rimandando a questa settimana il voto sul decreto rifiuti, anziché proseguire ad oltranza come avevamo chiesto noi. Le altre due ragioni, invece, sono altrettante bugie, sulla coesione della maggioranza e sull’ostruzionismo dell’opposizione. Partiamo da quest’ultimo: è vero che inizialmente erano stati presentati 500 emendamenti al testo, ma non è colpa nostra se il decreto fa acqua da tutte le parti e se sono stati tolti soldi a ospedali, trasporti pubblici locali, strade, fondi per l’inclusione degli immigrati; inoltre, come ha ricordato ieri sera Marina Sereni, dopo l’avvio di un confronto avevamo ridotto i nostri 170 emendamenti a 29: un numero ragionevole, che comunque – cito proprio la vicecapogruppo del Pd alla Camera – “avremmo potuto ridurre ulteriormente se il Governo avesse manifestato un altro atteggiamento”. La seconda bugia, dicevo, riguarda la coesione del Centrodestra, che su questo provvedimento ha rischiato di traballare: c’erano molti pareri discordanti sulla copertura finanziaria del decreto, e mettere la fiducia su Ici e straordinari – come ha detto nel suo intervento Michele Vietti, dell’Udc – era l’unico modo per tenere unita la maggioranza: “un gesto non di forza”, dunque, “ma di profonda debolezza”. Che il governo Prodi ha compiuto tante volte, obietteranno i miei lettori di Centrodestra. Ma poi, pensando a come è andata a finire, si morderanno la lingua.

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2 risposte a “Questione di fiducia

  1. umberto ingrosso

    Visto che ad oggi 27 Giugno ore 10,00 non si è fatta viva un’ anima,visto che quando entro in questo blog mi sembra di entrare nell’ascensore di un condominio:sono solo,o con me ci sono si e no altre 2 persone che scendono regolarmente ad un piano differente dal mio, visto tutto cio’ esco dal tema:ma per modo di dire.Questa mattina il CORRIERE,che non è fatto solo di traditori,pubblica un articolo di PIERO OSTELLINO,che Dio ce lo conservi:perchè Ostellino è uno di quei giornalisti che fanno opinione dicendo la verita’ vera,invece che vomitare idiozie ideologiche.Alla Montanelli insomma,e non alla Scalfari.LO SCOPO DELL’IMMUNITA’ NON E’ QUELLO DI CONSENTIRE AGLI ELETTI MANO LIBERA.BENSI’ QUELLO DI PROTEGGERE IL DIRITTO DEGLI ELETTORI DI FARSI GOVERNARE DA COLORO CHE HANNO DEMOCRATICAMENTE SCELTO(senza credere alle menzogne ed alle diffamazioni di una Stampa faziosa,aggiungo io).LE ACCUSE A BERLUSCONI DERIVANO DA UN SINCERO DESIDERIO DI GIUSTIZIA O DALTENTETIVO DI UNA PARTE DELL’ELITE ITALIANA DI CAPOVOLGERE UNA SCELTE ELETTORALE CHE NON ACCETTA?A casa mia,chi agisce nel modo stigmatizzato da Ostellino si chiama..no,no Andrea,non lo dico”Comunista”.Dico “Fascista”.E cio’ definisce esattamente molte iniziative passate,presenti e future della Sinistra e dei suoi Giornali.

  2. In effetti non mi aspettavo la “fiducia”. L’impressione che si ha da fuori è che gli “uomini della libertà” facciano tutto quel che Berlusconi vuole. Porre la fiducia è’ effettivamente un segno di debolezza.

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