FelICI e contenti

sette nani

Porre la fiducia su un decreto legge – come sembra intenzionato a fare il governo sull’abolizione dell’Ici – è un mezzo efficace per accelerare i tempi, ma è anche una mazzata pesantissima alla dignità del Parlamento. E tu, povero neofita che hai passato il fine settimana a studiare gli emendamenti, per poi firmarne alcuni entro la scadenza delle 11 di lunedì mattina, scopri all’improvviso che potresti aver lavorato per niente. Apri i giornali, leggi l’indiscrezione e ti deprimi, ma poi arrivi alla Camera e ti ricordi che c’è chi sta molto peggio di te. In piazza Montecitorio, stamattina, c’erano 293 ricercatori dell’Isfol, un ente che si occupa di formazione, lavoro e welfare; le famigerate “Disposizioni urgenti per salvaguardare il potere d’acquisto delle famiglie” li hanno svegliati dal sogno di un’assunzione ormai a portata di mano, dopo anni di precariato. “La Finanziaria 2008 – mi ha spiegato un mio ex compagno di università, che ho incontrato stamattina fra i manifestanti – aveva stanziato per la nostra stabilizzazione 85 milioni di euro in tre anni, ma ora sono stati tagliati”. Il mio amico – che mi ha chiesto di restare anonimo – è uno dei pochi cervelli che non sono fuggiti all’estero, e forse ora lo rimpiange: dopo la laurea alla Luiss, ha frequentato un master in diritto del lavoro a Tor Vergata e poi, 12 anni fa, si è dedicato alla ricerca. A quel punto, è iniziata una serie infinita di contratti a termine (oggi guadagna 1800 euro al mese), con la promessa che un giorno si sarebbero trovate le risorse per assumere tutti. Neanche il tempo di abituarsi all’idea di un’esistenza meno precaria, di sognare un progetto di vita un po’ più stabile, che i fondi sono già spariti. Se il governo manterrà le promesse, potrebbe inserirli nuovamente nella prossima Finanziaria, facendo slittare il tutto di un anno. E nel frattempo, il mio amico ricercatore – che, non so come, è riuscito a farsi dare un mutuo per l’acquisto della prima casa – avrà pure risparmiato un anno di Ici. E vissero tutti felici e contenti.

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4 risposte a “FelICI e contenti

  1. umberto ingrosso

    A me invece,come ti ho gia’ detto,hanno comunicato che se vuoi insegnare Fisica all’Universita’ devi essere amico di Bertinotti.E questo in tempi non sospetti.Poi è arrivato Prodi,il quale ha scorporato l’Universita’ dalla Pubblica Istruzione e l’ha data alla Sinistra Radicale,ovvero a Mussi,ovvero all’Arcobaleno,ovvero a coloro che hanno inventato l’Antiscienza con l'”effetto serra provocato da CO2″.Quali sono i titoli con i quali i Comunisti mettono le mani sulla Scienza?Lo racconto qui ed ora.Quando Stalin pretese la Bomba Atomica,preso da curiosita’ convoco’Kurchatov,capo del progetto,per farsi dire “come funzionava”.Il grande scienziato tento’ di spiegarglielo,ma il Padre dei Popoli gli contesto’ che la Meccanica Quantica contraddice il Materialismo Dialettico.Kurchatov rispose che se il Compagno Stalin voleva al Bomba,quelle erano le regole.Stalin lo lascio’ andare,invece di deportarlo alla Vorkuta.Ecco qual’è l’approccio Comunista alla scienza.Non c’è da meravigliarsi,se i compagni della Sapienza che hanno firmato il manifesto contro la presenza del Papa all’Universita’ siano dei nessuno,sul piano internazionale,ma pretendano fior di finanziamenti :per infilare il materialismio tra le equazioni,e far fuggire all’estero chi crede alla Verita’ Scientifica,piuttosto che alla propaganda ed alle balle della Sinistra?Se poi il tuo amico guadagna 1800 euro al mese,è bene che si sappia che per molti assistenti di Fisica e Matematica,ovvero per coloro che di fatto reggono sulle loro spalle l’Universita’,quella cifra è un lontano miraggio.

  2. @ umberto ingrosso: ce la fai, ogni tanto, a restare in tema? e soprattutto, a scrivere un commento senza metterci dentro la parola “comunista”? (no, mi sa che non ce la fai!)

  3. Messa così, cioè pensando alla concretezza e all’urgenza di singole persone, qualsiasi scelta economica può apparire cattiva.
    Naturalmente concordo che la cancellazione dell’ICI (oltre quella già operata in precedenza dall’Unione) sia essenzialmente propoagandistica. Tuttavia credo utile sforzarci di pensare “come se” fossimo al governo, come se dovessimo farle noi del Pd le scelte. In quest’ottica, chiediamoci qual è il rapporto costi/benefici (non meramente economici, ovviamente) di alcune strutture più o meno statali: non faccio esempi perché mi interessa il metodo, non tanto il merito delle scelte da fare per singoli enti.
    D’altra parte, formazione lavoro e welfare non sono temi di competenza di regioni e in parte di province e comuni? Dunque non potrebbero esserci duplicazioni? Infine, è giusto stabilizzare chi è già dentro o è più corretto indire un concorso ex novo (alcune consulenze e co.co.co. negli enti pubblici non arrivano sempre e solo grazie alla competenza)?
    In conclusione: oggi che siamo all’opposizione il PD deve offrire una prospettiva di scelte economiche diverse dal Governo, ma non sarebbe serio (e nemmeno utile) accogliere tutte le istanze, poiché molte di esse, tornando alla guida dell’Italia, non potremo soddisfarle.
    Parlo in generale ovviamente, non dello specifico dell’Isfol che non conosco.

  4. umberto ingrosso

    Guarda,Andrea,che il forum sulla crisi di identita’ interna al PD,a causa del conflitto ideologico tra componrente Cattolica e componente ex Comunista,quel forum,lo hai creato tu,giorni fa.La presenza dei Comunisti in Italia,il lascito ideologico che ancora ne condiziona le scelte,la presenza di una Sinistra Radicale che vantava 4 partiti con la Falce ed il Martello prima delle elezioni,e che ora si mimetizza in quel DiPietro vostro alleato,tutto questo non è un mio sogno di mezza estate.Non si puo’ parlare dei guai passati,presenti e,temo, futuri dell’Italia senza citare quel massimalismo di Sinistra che è,storicamente,la nostra rovina. Il loro tentativo illegale di governare attraverso minoranze organizzate è uno dei vincoli dei quali liberarsi sta diventando sempre piu’ difficile e pericoloso quanto indispensabile.Detto questo,quando mi nomini coloro che vivono di un lavoro precario ma che prendono 1800 al mese,e coloro che sono costretti ad emigrare all’estero,tocchi un tema che riguarda molta altra gente,non solo i cervelli dell’Isfol.Tra i cervelli non Isfol c’è Rubbia,il piu’ grande Fisico Sperimentale vivente,il quale ha forse qualche merito piu’ di loro ,e che lavorava in Spagna durante Governo Prodi.Non male,come performance di Mussi e la sua banda.Quanto all’ICI,mio padre ed io viviamo con una pensione e mezza,e non hai idea di che sollievo sia non pagarla.E’,statisticamente,la tassa piu’ odiata dagli Italiani.Con buona pace dei lavoratori Isfol i quali,se sono giovani e bravi,troveranno un altro lavoro.E se quello è un Ente inutile peggio per loro.I tempi della cuccagna,in quegli Enti,sono finiti.Voglio vedere cosa accadra’ quando verranno privatizzate le 80 municipalizzate del Comune di Roma”tutte rigorosamente in perdita”comunico’ sei mesi fa Beatrice Lorenzini a”Porta a Porta”.L’Isfol si trovera’ in buona compagnia,non c’è che dire.Ma noi pensionati,ridotti a contare le rosette(per non parlare di chi ruba i formaggini) beh,noi tireremo un sospirone.

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