Il sottosegretario marziano

retequattro satellite

Riunione informale in Commissione Trasporti, con il sottosegretario Romani. Un uomo elegante, pacato, direi pure simpatico e disponibile: l’ideale per una nuova stagione di dialogo, insomma, se ci si limita ad intendere per dialogo una civile divergenza di opinioni, espressa con toni compassati e farcita di sorrisi. Per come la vedo io, invece, i sorrisi sono un optional: il dialogo è innanzitutto un confronto serio sui contenuti, e stasera sui contenuti c’era poco da confrontarsi. “Sono venuto a ribadire quanto ho detto in aula”, ha esordito Romani, cercando di convincerci che l’emendamento salva Retequattro sia soltanto un atto dovuto all’Europa, disciplinando il passaggio al digitale terrestre nel tentativo di evitare una sanzione. In effetti, potrebbe anche essere così: se Retequattro fosse già sul satellite ed al suo posto si vedesse in chiaro Europa 7, l’idea di consentire “la prosecuzione nell’esercizio degli impianti di trasmissione” fino al 2012 a “tutti i soggetti che ne hanno titolo” sarebbe nell’ordine delle cose e nemmeno i dipietristi duri e puri avrebbero nulla da ridire. Ma il pacatissimo Romani – che negli ultimi anni deve essere stato oltreoceano, o magari su Marte – sembra non accorgersi che un emendamento di questo genere assume, nella situazione attuale, un significato politico piuttosto evidente: una sanatoria per Retequattro, a cui forse il presidente del Consiglio non aveva pensato ma che il proprietario di Mediaset apprezzerà moltissimo. Mi fa sorridere, poi, l’urgenza del provvedimento (necessità ed urgenza, lo ricordo, sono i due requisiti di un decreto legge): è stato pensato – ci ha detto Romani – per evitare una sanzione dell’Unione europea, che comunque – come ha spiegato l’ex presidente della Rai, Zaccaria – ci verrebbe comminata fra un paio d’anni. Premesso che di tempo per discuterne in Parlamento da qui al 2010 ce n’è abbastanza, la domanda mi sorge spontanea: e la multa di 300 mila euro al giorno che l’Italia deve pagare per vedere Emilio Fede in chiaro?

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6 risposte a “Il sottosegretario marziano

  1. E già!
    E’ una domanda che ci facciamo tutti… Spero che almeno tu riesca ad ottenere la risposta!

    P.S. poi faccela sapere! 🙂

  2. Dai Andrea, non ragionare come i vecchi addetti ai lavori…di Prodi!

    Mi risulta che il tema qui sia squisitamente tecnico, tra la maggioranaza che vuole recepire le osservazioni dell’Unione europea su alcune lacune della legge Gasparri e un’opposizione che rinfaccia interessi di parte perchè si arriverebbe di fatto a consentire la sopravvivenza in chiaro di Rete4 fino allo spegniemnto dell’analogico previsto nel 2012.

    Di fronte alle problematiche legate all’apertura del mercato del digitale terrestre, beh, sulle quisquiglie che hai riportato in merito a Rete 4, allora è meglio un Governo che non rimandi a sterili discussioni di qui a due anni, ma che proceda con passo spedito, con qualche scelta talvolta anche “impopolare”.

    Le “vergini” della politica sono solo nella favole e le discussioni di sinistra erano già durate troppo nel precedente Governo Prodi&Co.

    Buon lavoro!
    http://www.eraldociangherotti.it

  3. Ma chi se ne frega di Rete4? Anzi, sai che ti dico. Se togliete Rete4 a mia nonna… non vi voto più.

    TV: SARUBBI (PD), ROMANI SEMBRA VENIRE DA UN ALTRO PIANETA =

    Roma, 26 mag. (Adnkronos) – ”Ho ascoltato attentamente la
    relazione di Paolo Romani. Il sottosegretario parla con modi assai
    garbati ma sembra venire da un altro pianeta, come se non sapesse
    quello che e’ accaduto in Italia negli ultimi anni”. E’ quanto
    afferma il deputato del Partito democratico Andrea Sarubbi, membro
    della commissione Trasporti e Telecomunicazioni, dopo la riunione
    informale tenutasi nel pomeriggio per discutere del provvedimento che
    estende fino al 2012 l’esercizio degli impianti di trasmissione.

    ”Non capisco come si possa parlare, da parte della maggioranza,
    di un semplice ‘provvedimento tecnico’: cosi’ potrebbe essere se, al
    momento attuale, fosse rispettata la sentenza del Consiglio d’Europa
    che prevede le trasmissioni in chiaro di Europa 7 e lo spostamento di
    Rete4 sul satellite. Invece, parlare di ‘prosecuzione nell’esercizio
    degli impianti di trasmissione’ significa in sostanza -sottolinea il
    parlamentare democratico- fotografare la situazione esistente e
    cristallizzarla per altri quattro anni”.

    ”Lo spirito del provvedimento mi ricorda molto quello della
    legge Mammi’. E’ nell’interesse di tutti un buon rapporto tra
    maggioranza e opposizione, ma appunto per questo il governo -conclude
    Sarubbi- dovrebbe evitare di forzare la mano e di pretendere di farci
    approvare quello che non e’ approvabile”.

    (Pol-Leb/Gs/Adnkronos)
    26-MAG-08 20:45

  4. Non credo che si tratti di un tema “squisitamente tecnico”, Eraldo.
    Qualcuno (Rete4) sta occupando abusivamente qualcosa (le frequenze di Europa7). Punto. E’ giusto? NO. E’ legale? Non saprei, ma temo di no.

  5. MA POSSIBILE CHE CON TUTTI I MOLTLEPICI PROBLEMI CHE DISTRUGGONO L’ITALIA , LA COSA PIU’ IMPORTANTE PER I NOSTRI PARLAMENTARI E’ CREARE DI GIORNO IN GIORNO DELLE STUPIDE, A VOLTE BANALI, POLEMICHE! E’ NORMALE POI CHE LA POLITICA PROVOCHI DISGUSTO….

  6. Il tema invece è, secondo me, fondamentale, perché riguarda gli strumenti attraverso i quali si gioca la partita della democrazia nel nostro Paese. E’ importante come il tema del “conflitto di interessi”, con cui si incrocia in un dedalo inestricabile di connessioni.
    Spiego perché a mio giudizio il DL salva rete4 sia uno snodo per la nostra democrazia: nulla mi toglie dalla mente che la larga vittoria della destra nel nostro paese sia stata facilitata (se non determinata) dal lavaggio dei cervelli attuato in maniera impeccabilmente sistematica dalle reti tv commerciali nazionali. Le ondate di paure collettive, i sentimenti a buon mercato, la demonizzazione del nemico e la somministrazione quotidiana di soluzioni “buoniste” a qualunque problema hanno determinato una forma di indirizzo coatto, anche se non percepito, del consenso. Se a questo si aggiungono lo stato comatoso dell’istruzione pubblica, l’incapacità del sistema televisio pubblico di costruire un modello autonomo, ma altrettanto invitante, di rappresentazione della realtà e lo stato comatoso della scuola pubblica, trovo la formula perfetta per la manipolazione del consenso popolare.
    E che la partita sia importante lo dimostra la reazione stizzita del cav. B alla sconfitta del governo sull’emendamento dell’ “uccello”.
    Su TV, giustizia, RAI si vedrà la vera volontà della maggioranza di dialogare o di imporre le proprie decisioni.

    Mi permetto solo un piccolo commento su una frase di Andrea: “…ha esordito Romani, cercando di convincerci “. Romani non aveva nessuna intenzione di convincere i colleghi parlamentari. Si è limitato a recitare la parte che gli è stata assegnata e sulla quale non ha nemmeno il potere di interpretazione che è riconosciuto agli attori!

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