Dove vado a finire…

Tra poco, presumo martedì, dovrebbero comunicarmi quale sarà la mia commissione: su quale fronte, cioè, sarò chiamato ad impegnarmi per tutta la legislatura. Potevamo esprimere tre prefenze, mettendole in ordine di gradimento, ma la decisione finale è del gruppo parlamentare. Escludendo gli Esteri ed Affari costituzionali, solitamente destinati ai pezzi grossi, e le materie su cui sono meno competente, ho consegnato la seguente lista: al primo posto, per rispetto al mio collegio elettorale, Ambiente e lavori pubblici; al secondo, per la mia concezione di politica, Affari sociali; al terzo, per la mia formazione professionale, Cultura. “E la Vigilanza Rai”?, mi hanno chiesto in molti. Non è una Commissione permanente, ma una bicamerale: verrà dunque formata più avanti ed è compatibile con le altre. Come potrete capire, anche qui ci sono parecchie richieste e il curriculum extraparlamentare non è necessariamente l’unico criterio di scelta. Ho fatto presente la mia richiesta, vi terrò aggiornati.

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2 risposte a “Dove vado a finire…

  1. FARAI QUALCOSA? Benedetto XVI
    Angelus 18 maggio 2008

    Vorrei ora ricordare un importante evento che avrà inizio domani a
    Dublino: la Conferenza diplomatica sulle munizioni a grappolo,
    convocata
    allo scopo di produrre una Convenzione che interdica questi
    micidiali
    ordigni. Auspico che, grazie alla responsabilità di tutti i
    partecipanti, si possa giungere ad uno strumento internazionale
    forte e
    credibile: è necessario infatti rimediare agli errori del passato ed
    evitare che si ripetano in futuro. Accompagno con la mia preghiera
    le
    vittime delle munizioni a grappolo e le loro famiglie, nonché quanti
    prenderanno parte alla Conferenza, formulando i migliori auguri di
    successo. Saluto di nuovo i giovani e tutti i presenti. Grazie!
    Buona
    domenica!

    ——————————————————————————–

    Si apre lunedì, a Dublino, la conferenza internazionale per raggiungere
    un accordo sulla messa al bando delle bombe a grappolo, ultima tappa, si
    spera del processo di Oslo che vuole arrivare al divieto di questi
    micidiali ordigni, che una volta esplosi fanno scoppiare altre decine di
    ordigni contenuti al loro interno e che arrivano a centinaia di metri
    dal luogo dell’esplosione.

    Si tratta di mantenere un impegno preso un anno fa da 50 ong e da 46
    Paesi, tra cui l’Italia, che nel febbraio del 2007 ad Oslo hanno aderito
    ad una dichiarazione nella quale si impegnavano a «concludere entro il
    2008 uno strumento internazionale vincolante che preveda il divieto
    dell’uso, della produzione, del trasferimento e dello stoccaggio delle
    munizioni a grappolo che causano danni inaccettabili ai civili».

    Alcuni passi avanti erano già stati fatti nel febbraio scorso, quando i
    rappresentanti di 122 paesi si sono riuniti in Nuova Zelanda: a non
    firmare il documento che vieta l’uso delle famigerate cluster bombs sono
    rimasti solo Giappone, Romania e Polonia, ma anche Stati Uniti, Russia e
    Cina, che non erano presenti al momento della firma.

    Dieci anni fa si riuscì ad ottenere un accordo simile sulle mine
    anti-uomo che da allora sono interdette, anche se le vecchie rimaste
    sottoterra continuano ad uccidere.

    Anche Papa Benedetto XVI domenica ha voluto dedicare parte del suo
    angelus a questo tema, rivolgendo un appello affinché le diplomazie
    mondiali possano a Dublino elaborare «uno strumento internazionale forte
    e credibile» per «rimediare agli errori del passato» ed «evitare che si
    ripetano in futuro».

    Stati Uniti, Israele, Cina, Russia, India e Pakistan non parteciperanno
    alla conferenza nemmeno questa volta.

    [fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=75562%5D

  2. sono tre campi molto belli e stimolanti. buona fortuna!

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