Il governo in aula

C’è una battuta che gira in Transatlantico: Berlusconi stamattina ci ha letto in aula un discorso scritto da Veltroni. Relata refero, per carità. Anche se, in effetti, ad un certo punto mi è pure venuto il dubbio di dargli la fiducia: l’attenzione agli ultimi, la lotta alla criminalità organizzata, il riconoscimento che la crescita di un Paese non può misurarsi solo in termini economici… sembravano pezzi del programma del Pd. E poi, tutte quelle belle parole su di noi, il grazie ripetuto più volte a Fassino dopo il suo intervento, la promessa di rimettere in frigo le fette di mortadella sventolate a fine legislatura e di ricominciare con uno spirito diverso. Però qualcosa non mi torna, e non lo dico per partito preso. Non mi torna l’espressione “padroni a casa nostra”, che Berlusconi ha utilizzato parlando dell’immigrazione; non mi torna il suo riferimento al federalismo, che ha imbarazzato perfino Mara Carfagna. Tutti i ministri applaudivano, lei no: ha aspettato la frase successiva, quella sui talenti del Sud. Poco dopo, quando un deputato leghista ha concluso il suo intervento gridando “Viva la Valsesia, viva la Padania!”, mi sono ricordato di stare dalla parte giusta. Da segnalare, in mattinata, anche un bell’intervento di Tabacci: una persona che mi piacerebbe avere dalla nostra parte.

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12 risposte a “Il governo in aula

  1. Continua così! Mi auguro che presto molti confideranno nel tuo blog per capire qualcosa di quello che accade in aula e su come lavorano (ops: lavorate)…

  2. Grazie, ottime info dall’interno, aiutano davvero a completare le informazioni “ufficiali”. Però i dubbi su quale sia la parte del cav. B…beh, fatteli passare! E’ una delle poche certezza di un quadro politico in movimento: loro di là, con la Lega, i pacchetti sicurezza, il razzismo dei maiali portati a pascolare sui terreni destinati alle moschee e le magliette con la satira contro Maometto. Noi per l’accoglienza, l’integrazione, anche il controllo e la repressione, ma dei comportamenti illegali.
    Hai già un’idea della Commissione in cui sarai chiamato ad operare?

    Buon lavoro
    Paolo

  3. Concordo!
    Anch’io mi sono sorpreso a pensare che il discorso di Berlusconi fosse un bel discorso, largamente condivisibile in molti punti. Così come “non mi tornano” invece le stesse espressioni stonate che hai evidenziato tu.
    E te ne segnalo un’altra: “Dobbiamo fare una politica estera e di cooperazione allo sviluppo che sia idonea ad assicurare la capacità contrattuale del nostro sistema nel turbolento mercato delle materie prime”. …Ce ne vuole per far passare questa per cooperazione allo sviluppo!!

  4. @cosimo de matteis: qui c’era un tuo commento off topic. Ti prego di rispettare i contenuti dei post. Alla prossima sei bannato. E non si tratta di democrazia, ma di educazione. Ora basta.

  5. Ciao Andrea, non so se hai letto le anticipazioni di famiglia cristiana di questa settimana. Si parla del primo governo senza un ministro cattolico: sono spariti i comunisti ma sono spariti anche i cattolici. Ciò che mi preoccupa ancor di più è, come dice F.C. “Il Cavaliere soffre della sindrome dei cattolici”, continua il settimanale, “ritiene che i ‘se’ e i ‘ma’ sulle questioni etiche (dalla vita alla famiglia, dalla pace all’ambiente, dalla giustizia alla legalita’, dalla sicurezza all’immigrazione) possano rallentare il cammino del suo Governo, di basso profilo ma fortemente compatto, perche’ alla competenza si e’ preferita la fedelta’”.
    Il che mi spaventa ben di più!
    Ancora: “Pisanu, in passato, s’era opposto alle bellicose intenzioni contro i ‘clandestini’ in mare, che per lui erano invece ‘naufraghi da soccorrere’. E non parlava solo da cristiano, era l’espressione di una politica fondata sulla dignita’ umana, cui la classe dirigente cattolica e democratica era stata educata”.
    Ora si fa per fare un esempio. Non tanto per indicare Pisanu ma per spiegare la questione, a cui io, forse ancora non avevo pensato, ma ch enelle ultime ore si sta chiarendo.

    Buona Giornata,
    M.Giulia

  6. Andrea, devo aprire una piccola parentesi offtopic, sicuro che mi perdonerai:
    (volevo commentare le bellissime vignette che hai messo sul blog, ma mi sembra di capire che non si possa).
    Comunque dopo ciò che hai scritto cercherò in rete qualcosa su Mara Carfagna. La credevo solo una specie di “valletta”, ma dopo aver letto il tuo articolo la sto rivalutando…

  7. “essere padroni a casa nostra ma essere fieri del nostro vecchio spirito di accoglienza”.
    Questa è la frase corretta che è diverso da “essere padroni a casa nostra”.
    Scusa la puntualizzazione ma era necessaria

  8. @giosue14: è proprio il concetto di “padroni a casa nostra” che mi affascina poco. E poi, non eravamo noi quelli del “ma anche”?

  9. marco brigliadori

    Ottimo post.
    Caro Andrea vedo che non perdi di vista i punti di riferimento che condividi con molti di noi.
    Ci interesserebbe sapere cosa pensi della posizione presa da Di Pietro.
    Se Baccini è passato a destra perchè Tabacci non potrebbe fare la mossa opposta? Io ho avuto modo di conoscerlo e mi è sembrata una brava persona, ed un politico accorto. Sarebbe tanto assurdo “prendere contatto” con lui?
    Chissà forse avrà superato l’idiosincrasia agli “opposti” schieramenti… l’importante sarà dimostrargli (dimostrarci) che sono davvero opposti! La politica di Grillo (non esiste la parola antipolitica riferita ad uno che porta in piazza, delle varie “polis” appunto, centinaia di migliaia di persone con 1.350.000 firme per tre referendum) incombe…
    Saluti Marco

  10. Questa proprio nn te la passo. La questione non sta nel “ma anche” crozziano, ma nel fatto che se non fai una citazione corretta, la frase invece di avere un senso ne ha un altro.

  11. Pingback: Chi è Mara Carfagna? « ricomincio da qui

  12. avessi capito uno solo dei commenti di questo post!
    anzi no, uno era chiaro:

    “Alla prossima sei bannato.
    Ora basta!!!!”

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