Papponi di Stato

votantonio

Ieri sera ho faticato ad addormentarmi, per colpa di una lettura che mi è rimasta sullo stomaco. Sotto il titolo “Papponi di Stato”, raccoglie una serie di articoli apparsi su Libero, scritti da un mio collega coetaneo: Roberto Poletti, giornalista di Telelombardia ed ex deputato (un po’ per caso) nei Verdi. In sostanza, è un elenco di tutti i privilegi dei parlamentari, alcuni dei quali davvero folli. Ma più dei privilegi in sé, quello che mi colpisce è un po’ l’aria da seconda liceo che – a detta di Poletti – si respira a Montecitorio: goliardia, gara a chi lavora di meno, soffitto di vetro fra chi comanda e chi schiaccia bottoni (aveva ragione Berlusconi?), sforzi compiuti nell’unica direzione di ritagliarsi un ruolo all’interno del clan. Descritto così, il Parlamento sembra più la location di un gioco di ruolo che non lo strumento attraverso cui il popolo italiano esercita la sua sovranità. Non ho motivi per dubitare di quello che Roberto scrive, anche se – ne sono certo – un po’ si fa prendere la mano dalle caricature: io stesso, in questi anni, ho conosciuto dei parlamentari, e potrei testimoniare in pubblico sulla loro serietà. Anche io, se volessi, potrei scrivere un’inchiesta analoga sulla Rai, ma poi – ripensando ad “A sua immagine”, ai suoi contenuti ed al rapporto elevatissimo qualità/prezzo che contraddistingue quel programma – concludo che, se uno vuole, può fare bene anche là dove l’ambiente non aiuta, anche là dove le tentazioni sono fortissime ed è più facile cedere che resistere. Poi magari vai in onda la domenica mattina alle 10.30 anziché il venerdì in prima serata, ma almeno hai la coscienza di avere fatto bene, di non avere sprecato i soldi del canone, di avere utilizzato al meglio il grande potere della tv. Ecco, magari nella mia vita non sarò mai presidente del Consiglio, ma sono certo che non sarò neppure tra i peones, tra chi vede il Parlamento come un punto (spesso fortuito) di arrivo e spera solo di rimanerci il più a lungo possibile. Per me, questo è un punto di partenza. Spero solo, con il vostro aiuto, di non perdermi per strada.

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5 risposte a “Papponi di Stato

  1. Oreste di Maio

    Da sempre abbiamo potuto leggere in quanto scrivi l’alto senso di responsabilità e la forte spinta ideale che ti accompagnano alla Camera dei Deputati…Chi a Napoli ha avuto modo di incontrarti e di seguirti (ne conosco uno in particolare…) ha potuto appurare che non volevi nè andare a fare le passeggiate nei corridoi, nè sprofondare nelle poltrone nè operarti solo per la conservazione del “seggio”. In politica come in ogni altra attività si può operare in tanti modi…come al solito fanno notizie solo le “porcate”…Coraggio!

  2. Beh, se questa è la tua idea sinora hai lavorato bene. Hai cercato la gente invece di andare sui palchi a fare ” ‘o bbellill”… ora vedrai qanto da lavorare ci sarà per tutta la gente che ha avuto fiducia in te. Non per i favori personali, inteso, ma per dare finalmente delle risposte a Napoli e la Campania. Buon lavoro, ancora una volta.

  3. Beh, se questa è la tua idea sinora hai lavorato bene. Hai cercato la gente invece di andare sui palchi a fare ” ‘o bbellill”… ora vedrai qanto da lavorare ci sarà per tutta la gente che ha avuto fiducia in te. Non per i favori personali, inteso, ma per dare finalmente delle risposte a Napoli e la Campania. Buon lavoro, ancora una volta.

    Ne sono sicura anche io che non conosco personalmente l’on. Sarubbi di cui, tuttavia, grazie alle letture che ho avuto modo di fare su questo blog, ho potuto apprezzare l’ onestà intellettuale e l’entusiasmo.

    Spero solo che tanta “ingenuità” non si corrompa per strada.

  4. >Spero solo, con il vostro aiuto, di non perdermi per strada.

    Non succederà. Ben tornato a Roma, straniero!

  5. Pingback: Bye, bye Walter …. « Recuperare … credito

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