Simpatia o disperazione?

tempio di Serapide a Pozzuoli

Mi ero dimenticato quanto fosse bella Pozzuoli. L’ultima volta c’ero stato, con “A sua immagine”, per una trasmissione sull’apostolato del mare. Mi ero dimenticato quanto fosse bello il tempio di Serapide, soprattutto, e mi sono chiesto come mai i turisti non siano obbligati a farvi tappa. Ma siccome sono un candidato al Parlamento e non una guida del Touring, per una volta metto da parte le emozioni personali e vi racconto quello che è successo ieri sera, in un pub di Baia. Oreste lo chiamerebbe “aperitivo elettorale”, ma è stata una discussione così appassionante che, alla fine, mi ha fatto pure perdere la cena. Eravamo una trentina, credo: giovani e meno giovani, tutti orbitanti nell’area del Pd. Un’autoconvocazione nata in fretta, quando è arrivata anche nella zona flegrea la notizia della mia candidatura: desiderio di conoscermi, probabilmente, ma anche voglia di sottopormi i problemi locali, a cominciare da quello di un turismo che – non a caso parlavo prima del tempio di Serapide – non riesce a decollare come potrebbe. Ci siamo confrontati, abbiamo discusso (anche sull’idea del porto di Torregaveta, che ad alcuni non piace) e ci siamo politicamente annusati, fino ad un certo punto. Fino al momento in cui, credendo di dire la cosa più naturale del mondo, ho spiegato loro che – qualora venissi eletto – avrei un ufficio a Napoli e tornerei nel collegio almeno un giorno a settimana. Ci mancava poco che mi portassero in trionfo: Marco, il ragazzo che mi ha riaccompagnato a Napoli, mi ha addirittura chiesto – nel segreto dell’automobile – se stessi dicendo sul serio. Più ancora del turismo, infatti, il loro problema è che non si sentono rappresentati, non hanno nessuno che in questi anni li abbia ascoltati periodicamente, per capire le loro esigenze. E così, quando gliel’ho promesso, mi hanno preso per un marziano: se avessi detto, alla fine dell’aperitivo, che non mi aveva candidato il Pd ma il Partito del barattolo, forse mi avrebbero dato ugualmente fiducia. Non so se per simpatia o per disperazione.

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2 risposte a “Simpatia o disperazione?

  1. Forse hai dato una speranza a chi è sempre vissuto in “terra di saccheggio”, dove i politici vengono a chiedere voti ma poi, una volta passata la caccia elettorale, non si fanno più vedere. Forse hai dato una speranza a chi è andato oltre la disperazione, a chi guarda disilluso agonizzare la “splendida sirena Partenope”. Queste speranze, ti caricano però di un peso non da poco: rispondere concretamente alle persone nelle quali stanno crescendo…

  2. Ciao Andrea grazie per questo articolo che hai dedicato alla serata a Baia…
    La presenza di un candidato che ascolti i problemi di noi elettori è il massimo che possa capitare in questi tempi un pò “bui”..Perchè l’eccessiva lontananza tra elettori e candidati sono fonte di quel fenomeno “anti-democratico” che è l’assenteismo dalle urne..
    Apprezzo molto il tuo modo di fare campagna elettorale perchè per me solo con il confronto con le molteplici realtà che si possono comprendere i problemi nei quali il nostro “Bel Paese” è immerso, e in particolare Napoli e Provincia.
    Grazie Andrea in Bocca al lupo!!!
    Paola Mauro

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