Le bugie con le gambe lunghe

Pinocchio
Mamma mi ha sempre detto, da bambino, che le bugie hanno le gambe corte: fanno poca strada, perché prima o poi qualcuno le scopre. Così non mi sono tanto preoccupato quando, prima ancora che iniziasse la campagna elettorale, hanno cominciato a scrivere su internet che ero un “belloccio” incompetente, piovuto dal varietà. E quando, subito dopo la presentazione delle liste, mi hanno definito un paracadutato che avrebbe rubato ai napoletani un seggio in Parlamento, ho pensato che si sarebbero ricreduti vedendo il mio impegno. Mi sono trasferito a Napoli, ho cominciato a girare il territorio palmo a palmo, ho visitato centinaia fra quartieri e piccoli paesi, incontrando migliaia di persone, con una media di 7-8 appuntamenti al giorno. Ne sanno qualcosa i poveri Oreste e Federico, che mi hanno portato dovunque: giovani imprenditori, associazioni impegnate nel sociale, sindacati, parroci, suore, militanti del Pd in varie sezioni, amministratori locali, direttori di aziende sanitarie, ragazzi disoccupati, giovani precari, seminaristi, commercianti, docenti di vari ordini, movimenti cattolici… Ne sanno qualcosa anche i gesuiti del Pontano, che mi vedono uscire la mattina alle 9 e tornare verso le 10 di sera. “Fai così perché sei ansioso”, mi ha detto giorni fa un politico nazionale assai più navigato di me. “No, faccio così perché la coscienza me lo impone”, ho risposto io, spiegandogli che – qualora fossi eletto in Parlamento – mi porterei, sullo scranno di Montecitorio, tutte le persone che sono chiamato a rappresentare: non posso fare altro, dunque, che cercare di conoscere a fondo i loro bisogni, girando casa per casa. È vero, non sto partecipando a molti incontri ufficiali del Pd, ma non è snobismo o indolenza: è che mi sembra più utile andare a “cercare voti” (che brutta espressione!) tra il mio potenziale elettorato, anziché fare numero su un palco o farmi riprendere dalle telecamere. Credevo che si fosse capito, credevo almeno che gli osservatori politici lo avessero capito: invece, sulla Repubblica di ieri, ho scoperto che il giornalista Angelo Carotenuto mi accusava di non aver mai messo piede a Napoli. Critiche analoghe ho trovato, ieri sera, anche su internet. Ho ripensato a tutta la gente incontrata in queste settimane, a tutti quelli che devo ancora incontrare, ai miei figli che sono a casa con la varicella e che preferirebbero un papà paracadutato a uno come me. E mi sono chiesto come mai certe bugie abbiano le gambe lunghe.

 

 

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5 risposte a “Le bugie con le gambe lunghe

  1. caro Andrea ormai se la gente non ti vede in TV non crede alla tua esistenza.Per questo tanti politici sono cosi’ presenzialisti.Forse i giornalisti ti vorrebbero in tv a parlare con lo sfondo di Napoli come Caccamo di Teocoli!
    Si chiede tanto ai politici di tornare ad un contatto diretto con i cittadini,e poi quando questo accade pochi ne parlano se non addirittura inventano delle fandonie!!
    Non sanno la tua serieta’ ,cuore ,capacita’…
    Ma e’ questione di tempo,spero poco,perche’ il Paese ha bisogno di persone come te.

  2. Quando abbiamo avuto modo di chiacchierare insieme a Lourdes, ci siamo ripetuti che oggi è necessario riscoprire, a tutti i livelli, la RESPONSABILITA’, che risponde direttamente alla COSCIENZA di ciascuno.
    Caro Andrea, “non ti curar di lor”….. ma abbi cura solo di essere coerente con te stesso e con le persone che incontri.
    E se le bugie hanno le gambe più o meno lunghe, la verità ha una proiezione molto più ampia, che profuma di eterno…..
    Un abbraccio, Filippo.

  3. Anche se immagino faccia male come qualsiasi graffio che ci viene inferto quando sappiamo di non averlo meritato, non ci badare troppo (e immagino che tu già lo faccia). Posso capire, da romano, che un romano catapultato a Napoli dalle contorsioni dell’attuale legge elettorale possa far storcere il naso a un elettore napoletano. Ma sai come me (e meglio di me lo starai scoprendo) che quando la realtà passa per la penna di un giornalista e diventa notizia sul foglio di un giornale, quello che ne esce fuori – e che il lettore legge – spesso può essere aderente alla realtà come la pelle di un cammello a una pecora. Tu vai avanti per la tua strada. Fatti conoscere e apprezzare, romano, dai napoletani. Sullo scranno di Montecitorio ci devi portare loro. Con la carta di giornale ci si può sempre fare altro. Asciugarsi i piedi entrando in casa dal diluvio, intendo.
    In bocca al lupo per il rush finale.

  4. buongiorno,
    a distanza di qualche settimana leggo le sue risposte (..grazie ancora) al mio questionario sulla tesi “blog e comunicazione di crisi”
    e “doverosamente” (scherzo è ovvio) vengo a leggere il suo post.
    ho sempre avuto scetticismo verso i politici provenienti dalla televisione o dai mass media in genere.
    hanno un credito di popolarità che rende impari la competizione elettorale.
    noto però con piacere che il suo essere a fianco dell’elettore non è terminato con l’elezione a deputato.
    dopo averne visionati centinaia posso dire che il suo è tra i migliori blog a cultura politica, per passione infusa innanzi tutto,
    per frequenza di post e per i contenuti dei post e delle repliche raramente banali, significativo di un pubblico non adulante.
    una critica che le si può imputare invece riguarda il poco fuoriuscire dal suo spazio. un blog vive soprattutto nella blogosfera e lei fa pochissimi riferimenti a colleghi blogger,
    non ha un blogroll quasi a non voler condivere con altri le ragioni del suo successo web.
    il rischio è quello di tasformare il blog in una stanza dell’eco con tutti i rischi del caso. Al contrario i vantaggi sarebbero notevoli.
    si apra al mondo della blogosfera la costruzione della conoscenza e il contraddittorio passano di là.

    cordialmente

    angelo

  5. buongiorno,
    a distanza di qualche settimana leggo le sue risposte (..grazie ancora) al mio questionario sulla tesi “blog e comunicazione di crisi”
    e “doverosamente” (scherzo è ovvio) vengo a leggere il suo post.
    ho sempre avuto scetticismo verso i politici provenienti dalla televisione o dai mass media in genere.
    hanno un credito di popolarità che rende impari la competizione elettorale.
    noto però con piacere che il suo essere a fianco dell’elettore non è terminato con l’elezione a deputato.
    dopo averne visionati centinaia posso dire che il suo è tra i migliori blog a cultura politica, per passione infusa innanzi tutto,
    per frequenza di post e per i contenuti dei post e delle repliche raramente banali, significativo di un pubblico di spessore.
    una critica che le si può imputare invece riguarda il poco fuoriuscire dal suo spazio. un blog vive soprattutto nella blogosfera e lei fa pochissimi riferimenti a colleghi blogger,
    non ha un blogroll quasi a non voler condivere con altri le ragioni del suo successo web.
    il rischio è quello di tasformare il blog in una stanza dell’eco con tutti i rischi del caso. Al contrario i vantaggi sarebbero notevoli.
    si apra al mondo della blogosfera la costruzione della conoscenza e il contraddittorio passano di là.

    cordialmente

    angelo

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