Non solo monnezza

Oreste non ha la patente, odia il motorino, si muove solo a piedi o con l’autobus. E così, lo ammetto, iniziare la campagna elettorale sui mezzi pubblici è stata più una necessità che una scelta. Ma ne sono contentissimo, per almeno due motivi: il primo è che posso incontrare tante persone e parlare con loro; il secondo è che – tra autobus, metropolitana e funicolare, che adoro – ho capito qualcosa di più di questa straordinaria città. C’è un dato che parla da solo: quando sarà finita la cura del ferro, nel 2012, Napoli e la sua provincia avranno la rete di trasporti più grande d’Italia. Una tra le migliori in Europa. Molto è stato già fatto, negli ultimi anni,  anche per il trasporto su gomma: oltre la metà degli autobus sono a metano, alcuni si alimentano elettricamente con un impianto fotovoltaico. Roba da fare invidia al profondo nord, così come gli ultimi dati in materia di ambiente: secondo il rapporto appena pubblicato dall’Apat (Agenzia per la protezione dell’ambiente), Napoli è la città italiana che, dal 2000 in poi, ha fatto registrare l’incremento maggiore delle aree verdi pubbliche. Sette anni fa, i napoletani avevano 5 metri quadri di verde a testa; ora ne hanno 28. È vero, rimane il problema della monnezza: insieme a Cagliari, Catania e Messina, Napoli è una delle città in cui la raccolta differenziata è ancora sotto il 10 per cento. Ma all’ombra del Vesuvio, per fortuna, c’è anche altro di cui parlare.

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3 risposte a “Non solo monnezza

  1. Daniele Puglia

    Tutto vero ciò che scrive. Ciò che si sta facendo per i trasporti in questa regione non ha paragone con il resto d’Italia. I dati parlano. A Napoli sono state aperte al pubblico in 7 anni 32 stazioni tra nuove e riqualificate, sono stati acquistati nuovi tram, 1950 bus che da qui al 2010 sostituiranno il 50 % del parco mezzi campano e infine sono aperti attualmente ben 40 cantieri di metropolitana tra Napoli e provincia.
    Purtroppo tutto ciò traspare poco e viene soffocato da problemi quotidiani come quello della spazzatura.
    Qusti dati che ho riportato non vogliono essere un’autocelebrazione ma la constazione che al di la dei problemi che sempre appaiono si stanno realizzando tanti piccoli tasselli di un puzzle che migliorenno la nostra città.
    Un saluto e buon lavoro
    Daniele

    P.S. Le lascio un link di un video (del 2007) che racconta la “cura del ferro” napoletana.

    http://it.youtube.com/watch?v=67cZdalTQA0

  2. Mi auguro che con questa cura del ferro nel 2012 gli Eurostar diretti in Calabria non facciano più il servizio metropolitano per la città di Napoli. Non vorrei essere troppo polemico ma tre fermate su Napoli (Campi Flegrei, Mergellina, Piazza Garibaldi) mi sembrano veramente troppe per un treno che, su quel tragitto, fa complessivamente 13 fermate (Roma e Reggio Calabria incluse).

  3. Enrico Di Roberti

    Oreste non ha la patente????????????
    Uauauuauauah!!!!

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