Vescovi e rifiuti

Ho letto con attenzione il messaggio dei vescovi campani sulla questione dei rifiuti. Da giornalista (candidato alle elezioni), mi è andato subito l’occhio sulla denuncia di “cronici ritardi nelle soluzioni tecniche e politiche”. Un bell’assist per un titolo ad effetto: “Rifiuti: i vescovi all’attacco”. 

Poi ho riletto il messaggio, con più calma. Da cristiano (impegnato in politica), è un altro il passaggio che mi ha fatto riflettere: quello dedicato al senso dello stare insieme. Lo cito:  “Urge una ri-centratura profonda, da parte dei singoli soggetti, delle famiglie e degli organismi sociali, sul senso e la ragione del nostro stare insieme come comunità di destini e di intenti”. Mi viene in mente un concetto di Aristotele, ripreso poi da San Tommaso: l’uomo è un animale politico perché ha bisogno degli altri. Perché da solo non ce la fa. Perché il suo destino è, necessariamente, intrecciato a quello della comunità in cui vive. Eppure, stare insieme non è facile, richiede sacrifici e rinunce. Soprattutto – e la forza della Lega al nord lo dimostra – non è facile resistere alla tentazione di crearsi una comunità su misura, di sceglierne i confini e gli abitanti. E nel frattempo, remare per sé. C’è una canzone di Tiromancino – colonna sonora del mio fidanzamento con Solen – che parla di “due destini che si uniscono”. Io credo che i destini legati siano molti più di due, e compito principale della politica è quello di tenerli uniti tutti.

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3 risposte a “Vescovi e rifiuti

  1. infatti. e noi ti aiuteremo a perseguire i tuoi obiettivi. che sono quelli a vantaggio di una collettività dispersa per una comunità possibile.

  2. Basta Monnezza

    Caro Sarubbi,
    lei è romano e non ha vissuto quotidianamente con la monnezza napoletana. spero che sia – per questo – più onesto degli attuali politici locali.

    Benvenga la sua candidatura di cattolico. Benvenga un faccia giovane e pulita.
    in bocca al lupo.

  3. @Basta Monnezza: grazie per gli auguri. E mi perdoni una pennellata di retorica: la monnezza non è napoletana, è dell’Italia. Così come la pizza e gli scavi di Pompei.

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