
Mi si chiede della candidatura di Beppe Grillo e provo a rispondere, anche se oggi avrei preferito parlare delle badanti. Comincio dalla fine: ha ragione Fassino, perché un’ipotesi del genere non sta né in cielo né in terra. Uno che ci definisce comitato d’affari, “mostro politico nato dalla sinistra e finito in Vaticano”, uno che non percepisce differenze tra noi e il Pdl, onestamente, può essere un buon liquidatore fallimentare (copyright Gianni Pittella) ma niente più. E credo che il tempo del fallimento per noi non sia ancora arrivato, nonostante tre quarti dell’Italia (tutti quelli che non ci hanno votato) gufino più di un laziale quando gioca la Roma in Coppa. Capisco bene il fascino dell’idea, capisco la voglia sincera di una politica pulita, capisco anche che molte delle battaglie di Beppe Grillo – su tutte quella della rivoluzione energetica, ma ha ragione da vendere pure sul conflitto di interessi – rispecchiano il sentimento comune di molti nostri elettori (me compreso) e non dobbiamo cedere alla tentazione di liquidarle come folclore. Ma da qui a far guidare il secondo partito italiano – uno dei maggiori partiti riformisti di tutta Europa - ad un uomo che il riformismo non sa dove stia di casa, onestamente, ce ne corre. Mi sembra un’affermazione così autoevidente che non riterrei di aggiungere nulla, ma dopo aver letto i commenti di queste ore sulla rete credo sia meglio avventurarmi in un supplemento di spiegazione botanica. Se voglio bene ad una pianta, se mi preoccupo perché il mio giovane limone non fa ancora limoni, ho il dovere di intervenire: lo innaffio, lo concimo, combatto i parassiti e se necessario lo poto. Non prendo un arancio e ce lo innesto sopra, o almeno non è la prima cosa che mi viene in mente, perché a me non interessa un albero qualunque: io voglio limoni e non arance. Tanto più che il limone è ancora giovane, e grande è il frutto che può ancora dare. Nel Pd, invece, noto il ragionamento opposto: mi pare di scorgere, sotto traccia, una fortissima tentazione transgenica, che prende il sopravvento quando ci si comincia ad accorgere che i frutti tardano a venire. Il primo esempio che mi viene in mente è quello dell’innesto radical-libertario: appena vedo che la tradizione social-democratica e quella cattolico-democratica fanno fatica a trovare un’intesa (a dare un frutto concreto) sui temi eticamente sensibili, ecco qui che mi dimentico del progetto iniziale della sintesi e cerco un altro frutto. Con la candidatura di Beppe Grillo, il processo non è molto diverso: il mio limone democratico, raffinato e di nobile famiglia, non dà i frutti desiderati, mentre il populista albero di cachi del mio vicino sta andando a meraviglia. Dovrei mettermi a zappare, concimare, combattere i parassiti ed eventualmente potare. Ma chi me lo fa fare, ragazzi miei, con questo caldo? Vuoi mettere con un bel vassoio di cachi appena raccolti?


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31 risposte finora ↓
Raffaele // Luglio 13, 2009 a 17:12
Condivido alcune delle battaglie di Grillo ma la sua candidatura è inaccettabile!
Con che coraggio si candida a segretario di un partito di cui da due anni dice tutto il male possibile?
Andrea Pietrini // Luglio 13, 2009 a 18:05
Il problema non è il fatto che Beppe Grillo si sia “candidato” (candidatura che considero una boutade): è il fatto che sono quasi 24 ore che se ne parla a livelli istituzionali, che i Tg ne parlano, che tutto sembra ruotare intorno a “e adesso Beppe Grillo che fa”, alle possibili contromisure, a che la stampa intervisti onorevoli e alte cariche dello Stato per domandare opinioni in proposito….è questo il problema, il fatto che ormai si sia perso il senso della misura, e qualsiasi baggianata diventi argomento importante e in grado di calamitare l’attenzione di un paese e influenzare il secondo partito politico d’Italia.
E se poi qualcuno si preoccupa davvero della possibilità che Beppe Grillo riesca a fare il guastatore, semplicemente scrivedndo 10 righe sul suo blog, e vada in fibrillazione, e si preoccupi delle possibili conseguenze, bè, allora signori, molte cose sono da rivedere, siamo proprio messi male anche come paese.
My 2 cents.
David // Luglio 13, 2009 a 19:41
Mi sembra che il PD continui ad essere fuori dalla dimensione reale. Ci si infarcisce la bocca di espressioni come “uno dei maggiori partiti riformisti europei”, “il secondo partito d’Italia” senza realizzare l’incredibile smarrimento suscitato dalla semplice provocazione di un comico che – con tutti i suoi temi e le sue battaglie più che condivisibili – rimane pur sempre un comico. La verità è che il PD è alle cozze e perde centinaia e centinaia di voti al giorno (il mio diversi mesi fa). Non è un germoglio di limone – riprendendo la metafora – ma una manciata erogenea diversi e di varie stagioni, posti in una terra poco salubre, alla quale si sta chiedendo di far nascere un giglio nonostante fuori tiri la tormenta. Nel sondaggio sul sito di Espresso (non proprio covo di grillini o dipietristi) Grillo sta battendo Bersani e Franceschini qualcosa come 1600 a 90.
Se credete davvero nei vostri candidati potreste far partecipare Grillo, in caso contrario dovreste farvi alcune domande su chi mandate a rappresentarvi. In entrambi i casi non avete perso l’occasione di lasciare altri voti per strada. Saluti
Giuseppe (edit) // Luglio 13, 2009 a 19:42
Semplicemente io la tessera del PD non gliela darei. Perchè ne ha dette troppe contro il Partito Democratico. Poi probabilmente alcune delle osservazioni grillesche hanno pure ragion d’essere. E magari il suo programma elettorale potrebbe essere interessante in toto o in parte per gran parte dei candidati veri del PD. Ma il mio omonimo Grillo non è nel PD. Quindi lavoriamo sul limone e lasciamo perdere i cachi!
David // Luglio 13, 2009 a 19:43
errata corrige (riga 8):
manciata eterogenea di semi diversi
Francesco Zanfardino // Luglio 13, 2009 a 19:52
Prima di non dare la tessera a Grillo, vediamo di annullare il tesseramento in Campania. Per quale motivo non dare la tessera a Grillo, ed accettare contemporaneamente che si tesserino migliaia di persone comprate dai soliti capibastone?
Che poi sia una boutade, è evidente. Ma far fuori Grillo per cavilli burocratici sarebbe un errore fortissimo. Facciamolo misurare, così impara cos’è la democrazia.
Marco Perez // Luglio 13, 2009 a 20:54
Io penso che sarebbe stato molto meglio lasciare che Grillo si candidasse alla segreteria e lasciare che “la sua mozione” democraticamente perdesse al congresso.
Cosi’ come si sarebbe dovuto lasciare che Pannella partecipasse alle primarie.
Impedendolo e facendo partire il can can di starnazzi cui assistiamo in queste ore il PD da solo l’impressione di essere impaurito e di essere asserragliato in un fortino ormai in fiamme.
Per restare in metafora botanico/biologica una pianta sana ha gli anticorpi per liberarsi delle aggressioni batteriche. Se questi anticorpi non li ha piu’ e’ segno di una malattia molto grave. E questo chiasso autolesionista non e’ certo la cura.
Francesco // Luglio 13, 2009 a 21:36
La prego di riflettere sul nome del partito che lei rappresenta: DEMOCRATICO! Ha ancora un senso questa parola? E se sì perchè non concedere a Beppe Grillo di confrontarsi con la classe dirigente? E magari di essere eletto DEMOCRATICAMENTE dal popolo? Vi potreste accorgere che le invettive che lancia non sono offese fini a sé stesse ma sono vere e sentite dalla gente e vi rendereste conto che se gli aveste dato un po’ più retta forse ora non sareste qui a chiudere le porte per paura che qualcuno possa rubarvi la poltrona.
Le chiedo, signor Sarubbi, di riflettere ancora una volta sul termine DEMOCRAZIA, se veramente Beppe Grillo vale qualcosa, dovreste essere ben felici di confrontarvi con lui, se invece dovesse mostrarsi un fuoco di paglia allora verrà dimostrato che la classe dirigente del PD ha veramente la forza di sostenere qualsiasi attacco esterno. E in ogni caso l’ultima a perdere sarebbe proprio la DEMOCRAZIA. Sono un po’ triste, con oggi il Partito è sicuramente un po’ meno Democratico.
andreasarubbi // Luglio 13, 2009 a 21:55
Mi limito ad esporre un concetto banale. Piersilvio Berlusconi, se volesse, si potrebbe candidare alla guida del Pd. Così anche Marina Berlusconi, o Barbara. Per non parlare di Emilio Fede, Vittorio Feltri, Mario Giordano, Gianluigi Paragone: tutta gente senza tessere di altri partiti, liberi cittadini come Beppe Grillo. Se poi passa il principio della doppia tessera (visto che se ne sta parlando), la corsa alla segreteria Pd si apre anche a Storace, Borghezio, Ferrero, Di Pietro, la Santanchè. Possibile che tutti stiano mettendo l’accento sull’aggettivo democratico e nessuno sulla parola partito? Il Pd ha uno statuto, una carta dei valori, un programma politico, un’organizzazione… Perché restare impassibili di fronte ad uno stravolgimento genetico? Non siamo in una dittatura: Grillo ha tutte le carte per fondarsi un suo partito e per concorrere alla vita politica nazionale. Ci ha provato, gli è andata maluccio ed ora vuole stravolgere il senso profondo del Pd. Ragazzi, possibile che non capiate che dietro questo progetto non c’è solo un marchio, un logo, un simbolo elettorale, ma ci sono sessant’anni di storia d’Italia? Mi meraviglio di certa leggerezza, davvero.
Francesco // Luglio 13, 2009 a 22:27
Per quanto mi riguarda può candidarsi anche Bernardo Provenzano in carne e ossa (se mai ne fosse in grado) non mi risulta che “candidatura=elezione”, o per lo meno, se fosse così ditelo e mi candido anch’io! E per lo stesso motivo non vedo che paura potrebbero fare Piersilvio o Emilio Fede per cui l’unica reazione possibile è quella che ha avuto Ignazio Marino quest’oggi alla notizia della candidatura di Grillo: “se è così vuol dire che avremo un tesserato in più…”.
Il PD avrà anche uno statuto, una carta dei valori, un programma politico e un’organizzazione ma il PD E’ FATTO SOPRATTUTTO DALLA GENTE e se poi questa gente elegge Grillo, forse vuol dire che questo statuto, questa carta dei valori, questo programma politico e soprattutto questa organizzazione, non sono poi così vicini alla gente come si pensava, e che magari sono da rivedere. Credo che la leggerezza non sia di chi si abbarbica al termine “democratico” come faccio io in modo anche un po’ ostinato ma di chi crede che il “partito” sia ancora la soluzione nonostante la prima repubblica, nonostante mani pulite, nonostante siano 15 anni che ci ritroviamo in uno stato di ibernazione e l’Italia non va avanti. Non sempre 60 anni di storia sono un bagaglio positivo da vantare, forse in certi momenti è bene lasciarsi la storia alle spalle e vedere cosa ci propone il presente. Credo che un partito moderno come vorrebbe essere quello democratico debba applicare profondamente questo concetto.
elettore pds-ds-unione-ulivo-pd // Luglio 13, 2009 a 23:56
da quando posso votare ho seguito tutto il percorso di accentramento dell’attuale partito di centrosinistra, probabilmente per quanto mi riguarda il bonus è finito. credo che se il partito tornerà di nuovo in mano a d’alema saluterò questo presuntuoso partito che non propone niente di nuovo da anni e che non ha più un appeal elettorale e voterò qualcosa di diverso. il problema è che grillo porterebbe a votare alle primarie molta più gente che a tutte le precedenti messe insieme. secondo quanto si sente dagli esponenti PD sembra che i candidati debbano cmq essere a loro graditi, come dire: va bene perdere ma se perdo voglio sapere chi vince (discorso che vale sia per franceschini che per bersani). nella mia realtà locale si fà ridere i polli, primarie ridicole, comuni persi con il centrodx al 35% (e parlo di toscana)! non capite! non capite! possibile che vogliate continuare a perdere? le ultime volte sono arrivato alla soglia della cabina elettorale con l’intenzione di farvela pagare, ma poi ci ripenso… ma prima o poi il bonus finisce, e non solo il mio…
enrico marrucci, enrigo // Luglio 14, 2009 a 01:07
Il punto non è lo stravolgimento, perché emilio fede ha chiaramente idee opposte a quelle degli elettori del pd, quindi potrebbe benissimo candidarsi, non si avrebbe nessuna opposizione tra la dirigenza del pd. Semplicemente non sarebbe votato. La paura è che invece Grillo prenda tanti voti e coinvolga tante persone. Quello che temo sfugga alla maggior parte dei dirigenti del piddì è che tanta gente avrebbe voglia, molta voglia di votare o tornare a votare per il partito democratico, se solo ci fosse una linea chiara, pulita, e soprattutto persone affidabili, coerenti e propositive. Io non sono convinto che Grillo abbia davvero queste caratteristiche, ma migliaia di persone ne sono convinte, sono persone di sinistra, e dovrebbero a questo punto avere la possibilità di esprimere la loro preferenza!
Grillo ha sempre sparato, più che contro il PD in sé, molto più le sue bordate contro le persone alla guida del piddì, contro la loro politica inerte, incerta, o consociativa, e se lo ha fatto con tanta virulenza è perché sapeva di avere tra i suoi simpatizzanti tante persone deluse proprio da questi aspetti del partito principale della sinistra italiana. Queste persone mi piacerebbe che potessero trovare nuovamente gli stimoli per partecipare, almeno col voto, al rilancio del partito, ma l’unico modo di ottenere questo è di correggere il tiro, e di gran lunga, spostandosi se occorre anche nel campo aggressivo, confusionario, talvolta populista dei Grillo e dei Di Pietro, proprio magari per veicolarne i propositi e gli slanci in proposte di maggiore lucidità. La lucidità serve in politica, ma servono anche le proposte e serve anche la capacità di coinvolgere gli elettori e gli aderenti. I temi che sollevano Grillo, o Di Pietro sono sentiti da moltissimi possibili elettori del PD. E anche tu, Andrea, hai scritto che sei d’accordo su molte delle cose che dicono. Rendiamoli superflui, superiamoli sulla loro stessa linea, impossessiamoci delle loro idee, miglioriamole, verifichiamole, proponiamole concretamente, ripuliamole da quel retrogusto (quando va bene) di demagogico e populista. Quando Franceschini ha dato maggiore visibilità alle proposte del PD la base si è leggermente rinfrancata e il PD ha recuperato voti. E’ certo più faticoso fare così che vivacchiare con dichiarazioni veltronianamente pacate, ma è quello che la base chiede al partito. Se non lo farete voi, la base lo farà fare ad altri…
enrigo
Ronnie // Luglio 14, 2009 a 04:15
Mia nonna vota PD perchè è di sinistra, mia mamma vota PD perchè è di sinistra, mio fratello mio zio mia zia mio cugino la mia fidanzata, idem con patatine: guardano i Tg, ignorano l’esistenza del contraddittorio, guardano i Tg. Io mi documento, mi informo, mi piace, mi rispecchio nelle idee di sinistra, e proprio per questo non voto PD. Dunque, ho speranza.
Siete tutti bravi a scrivere e parlare, ma di concreto non sviluppate niente. All’interno del partito siete sgretolati, in continua collisione fra di voi (ho la tessera e vado alle riunioni), a dirvi che siete demagoghi è farvi un complimento. Andrea, il problema non è l’albero che non da frutti, ma voi a volere che non li faccia.
Sì, sì, Grillo potrebbe essere un ottimo botanico. Un pollice verde arrabbiamo, popolare, puzzolente e sudato, pronto a sfidare mafia e corruzione, pronto a ripulire tutti coloro che fanno finta di annaffiare, pronto a sensibilizzare le persone verso il rispetto della natura. Pronto a fare il vero contraddittorio, che in Italia manca da sempre. Se Grillo avrà la possibilità di concorrere per il posto di segretario del partito, io ci sarò e farò valere il mio diritto di tesserato con un bel sì a quel pazzo di un comico buono.
Domanda: quanti di voi avrebbero il coraggio di fare un faccia a faccia con quel pazzo furioso, ma nobile dentro?
Gianrico Gambino // Luglio 14, 2009 a 09:15
Egregio signor Sarubbi,
io comprendo tutto, comprendo che lei debba proteggere il suo datore di lavoro, che non è il popolo grazie alla legge elettorale attuale, capisco anche che Grillo possa starle antipatico, è umanamente comprensibile. Da cattolico posso pure capire che l’associazione PD-Vaticano le faccia storcere il naso, lo fa storcere pure a me che pure alcune idee di Grillo le condivido.
Ma quelo che non comprendo è il prosciutto sugli occhi della classe politica italiana che non si rende minimamente conto di quanto la gente sia ormai lontana dal suo mondo fatto di niente.
Grillo ha un programma, serio per giunta, un programma che il PD non ha, il solo programma del PD è abbattiamo Berlusconi, per carità nobile intento, ma posto così sa più di crociata che di politica. Han provato ad abbattere il nano con la gnokka e gli è pure andata buca, son ricorsi a quella perché sapevano perfettamente che dal punto di vista della politica non avevano niente di valido da dire.
Beninteso, non perché siano dei cretini. No. Il vero problema del PD non è il fatto di non volere l’impero berlusconiano. Il vero problema dell’attuale classe dirigente del suo partito è che vorrebbero essere tutti al posto di quel deficente che ci ritroviamo per Presidente del Consiglio, vorrebbero avere il suo potere la sua larga maggioranza.
La cosa davvero ridicola è che proprio il suo partito ha reso possibile l’impero, resuscitando un’opposizione che era morta e sepolta sotto il governo Prodi, con la mossa abile quanto suicida di candidare Veltroni a nuovo leader di partito esautorando di fatto l’allora presidente del Consiglio Prodi.
Mi fa ridere che adesso il PD si difenda dall’attacco della democrazia diretta che Grillo rappresenta; che uno come lei venga a dire poi che candidare Grillo sarebbe come candidare Emilio Fede è il massimo, la summa teologica della follia, ma lei del resto fa parte di questo establishment e non si può chiedere alle persone del mondo di cui le fa parte, di avere le palle dimostrate in tutto il PD solo dalla Serracchiani (che per inciso ha preso più voti dei suoi capi, addirittura più del nano malefico). Se i politici ne avessero sarebbero ben lieti di provare la via democratica che però evidentemente non fa troppo per voi.
Spero che lei non possa rispondermi subito, vorrebbe dire che si trova in Parlamento a guadagnarsi lo stipendi (ahimé troppo salato) che io le pago con le tasse prese dal mio stipendio.
Gianrico Gambino
agromon // Luglio 14, 2009 a 10:20
leggendo un suo post sul corriere mi permetto di dissentire quando dice che chi sostiene grillo non vota pd o che potrebbero alla stessa stregua proporsi come candidati vari esponenti di dx. Il ragionamento non quadra, perchè tali candidati non verrebbero votati da potenziali elettori PD mentre Grillo ha ottime chance. Mi permetto di dirlo da ex plurivotante ds-pd e, solo dall’ultima elezione votante (un pò a malincuore) idv. In tal modo contradddico perfettamente anche la sua tesi iniziale.
Il PD ha paura di vincere. L’unico che deve temere un Grillo segretario è proprio l’idv.
buon lavoro
agromon // Luglio 14, 2009 a 10:23
date un occhio al sondaggio dell’espresso per farvi un idea di ciò che dico, e capirete dov’è finito quel 10% di voti mancanti sul totale elettori.
Grillo totalizza 9 volte i voti di Bersani
http://espresso.repubblica.it/sondaggio-risultati?idpoll=2104257
Redazione GliEletti.it // Luglio 14, 2009 a 11:19
Grazie per aver commentato il nostro post su GliEletti Blog http://www.glielettiblog.it/?p=1448#comments
Interessante l’immagine del limone democratico e del cachi populista! Insomma, tu dici, niente innesti, niente OGM, ci vuole la prova regina, quella del DNA!
Stefano // Luglio 14, 2009 a 13:01
Certo le solite storie.. “è uno che non c’entra niente..”, “non ha la tessera..”, “ci ha offeso..”, “..il populista..” Ma a voi di quello che pensa il popolo non ve ne frega niente come al solito..
Poi vi Lamentate se il vostro Piccolo e giovane alberello di Limoni E’ APPASSITO Prima di aver dato alcun frutto ma Anzi solo Figuraccie..
E tutto sommato penso che qualunque botanico minimamente Sincero si acoorgerebbe subito che il Vosrto alberello è Tutt’Altro che Raffinato e Di Buona.. Famiglia ma piuttosto un Ibridazzo, venuto molto Male, di Mille INTERESSI e MOLTO POCO RIGUARDO PER LA GENTE!
Se condividete, anche solo in parte certe battaglie di Grillo (che poi non c’è Solo Grillo ma Molti Molti Atri e non sono Solo di Grillo ma sono di tutta la Gente Seria e Onesta), perchè mai non se ne ritrova minima traccia tra le infite chiacchiere delle sedute parlamentari??
Perchè neanche l’ombra di una minima proposta Seria e Onesta?? FORSE QUALCUNO VE LO IMPEDISCE?
PERCHE’ AI VERTICI DEI PARTITI DI (EX-) SINISTRA DEGLI ULTIMI VENT’ANNI CI SONO SEMPRE LE STESSE PERSONE CHE DICONO DI PENSARE ALLA GENTE E POI VIAGGIANO CON TRE PALMARI, VESTITI ELEGANTI E AUTO-BLU MERCEDES ULTIMO TIPO??
E COSA HANNO COMBINATO IN TUTTO QUESTO TEMPO??
NON E’ FORSE LA GENTE CHE GLI PAGA LO STIPENDIO D’ORO DA ANNI E ANNI???
VUOL DIRE ESSERE SUBDOLI E MESCHINI APPROFITTARSI DEGLI ITALIANI CHE SONO SEMPRE STATI E RIMARRANNO I SOLITI JACKASS! E QUESTO FANNO I CAPIPARTITO!
E’ ORA DI PIANTARE UN NUOVO ALBERO SE SI VOGLIONO ANCORA FRUTTI..
NON TUTTI PROCESSI SONO REVERSIBILI E LA PLASMOLISI DI TUTTE LE CELLULE DI QUESTO PD E’ TROPPO EVANZATA PER ESSERLO..
ANNAFFIARE PIANTE MORTE E’ SOLO UNO SPRECO D’ACQUA E L’ACQUA E’ UNA COSA MOLTO PREZIOSA…
Vik // Luglio 14, 2009 a 13:57
Leggo di “partito riformista”, di metafore botaniche…
Il riformismo in “bocca” al PD di oggi é una parola vuota, esattamente come lo é la parola “libertá” in bocca a Berlusconi. In due anni di vita il PD non é stato capace di fare opposizione, ha combattuto contro lo strapotere mediatico di Berlusconi con delle armi di carta; di proposte, di riforme… neanche l´ombra. Sono stati approvati dei decreti legge a dire poco abberranti per un paese democratico e “il secondo piu grande partito italiano” (ancora per poco) ha accennato qualche timidissima protesta. Un partito SERIO, di fronte ad un simile scempio delle istituzioni avrebbe abbandonato l´aula parlamentare per non farvi piú ritorno dimettendo in blocco tutti i suoi deputati, per protesta. Ma di quale riformismo va parlando, on. Sarubbi!! Per usare una metafora botanica a lei tanto cara le dico che il PD attuale é una pianticella che affonda le proprie piccole radici in una discarica di rifiuti tossici. Lei pensa a curare i germogli nella speranza che diano qualche frutto, ma non si accorge che é il terreno su cui questa pianta poggia, che é inquinato, ed ogni giorno che passa questa pianta appassisce sempre di più. Il terreno inquintato é opera dei vecchi dirigenti del partito, i vari D´Alema, Fassino, Rutelli, Veltroni e compagnia cantante. Sono loro che hanno gettato a piene mani il veleno su questo terreno facendo sconti a Berlusconi, cercando con lui il “dialogo” per le riforme, la “collaborazione”, “se po fa”, scordandosi che l´attuale capo del governo italiano é la persona piú illiberale e dannosa d´Europa, un uomo che urina sistematicamente sulle istituzioni, un uomo votato alla menzogna e agli interessi privati. Ma si puó “dialogare” con un personaggio che corrompe giudici, compra sentenze e voti, definisce eroe un mafioso pluriomicida, iscritto alla P2, con un passato (ed un presente) agghiacciante? Tutte queste cose, la BASE, le sa, le vede tutti i giorni! È la dirigenza che volta la testa dall´altra parte. Perché? Per qualche oscura convenienza?
Che cosa é oggi il PD se non l´emanazione di un ristretto gruppo di persone il cui unico scopo é quello di mantenere a vita sotto il proprio fondoschiena una poltrona grazie all´appoggio di qualche elettore irriducibile? Quando questi signori parlano di PD lo descrivono come “roba loro”; si sono inventati le “primarie” strumento di democrazia diretta, salvo poi trasformale in una messa in scena dove i candidati vengono decisi dall´alto, dove il reggente é giá stato designato ancor prima di essere eletto e gli altri concorrenti ridotti a semplici comparse. Veltroni, 2 anni fa, parlava da leader ancor prima di essere eletto e ad alcuni personaggi scomodi fu impedito di candidarsi appellandosi ai cavilli di un regolamento quanto mai “elastico” (leggi Furio Colombo). Che cosa sono le primarie allora? L´incenso popolare per il reggente designato? Assomigliano molto alle elezioni presidenziali irachene ai tempi di Saddam Hussein.
La richiesta di Beppe Grillo di candidarsi ha scoperchiato finalmente la pentola. Il re é nudo! Il fuoco di sbarramento al (ex oramai) comico genovese ha messo in evidenza la fragilitá politica su cui poggia tutto il partito, dimostrando con la realtá dei fatti che il PD, come espressione democratica di una moltitudine di cittadini che si richiamano a determinati valori, NON ESISTE, NON È MAI ESISTITO.
Ho sentito parlare Fassino tempo fa; in mezz´ora di parole non ha detto praticamente niente! E lei, on. Sarubbi, me lo chiama riformismo questo? D´Alema e Veltroni continuano a farsi la guerra iniziata fin dai tempi in cui militavano nella FIGC ed oggi mandano avanti i propri uomini di paglia (leggi Bersani e Franceschini). Adesso abbiamo un outsider, tale Nessuno Marini, un personaggio saltato fuori da chissá dove.
I possibili scenari futuri?
Vince Franceschini, quello “simpatico” e fra sei mesi siamo di nuovo alla crisi. Vince Bersani, si completa l´opera consociativa con la destra e il PD chiede l´annessione al PDL. Vince Marini e dopo 3 giorni il PD si scinde in 2, 3 partiti, ognuno fedele al proprio dirigente di riferimento.
Vince Beppe Grillo? Non so cosa potrá accadere nel futuro; una cosa é certa… la vecchia dirigenza, gli inquinatori del terreno su cui poggia la pianticella PD, fanno fagotto e si cercano un mestiere. Ecco… forse dopo questo primo passo, si potrá iniziare a bonificare il terreno.
Un saluto
Vittorio
manlio laurenti // Luglio 14, 2009 a 14:57
Una volta un matto si affaccio’alla finestra del manicomio e chiese ai passanti:”ehi,come si sta li’ dentro?”.Ma la barzelletta è vecchiotta,ed è stata aggiornata.Il matto è sceso in strada e pretende di dirigere il traffico.Sapete che c’è?Che la pretesa di Grillo di candidarsi a segretario del vostro partito è la diretta conseguenza delle vostre scelte,il limite al quale tende la vostra politica e,sopratutto,quella dei media vostri fiancheggiatori.Grillo si candida pretendendo coerenza,di fatto.Paragone,Feltri,Fede,Giordano?Messi assieme non fanno la tiratura di REPUBBLICA.Poi occorre aggiungere CORRIERE,STAMPA,UNITA’eTG3,SKY,REPUBBLICA TV,LA7.Mai seguito i dibattiti di quest’ultima?Un conduttore fazioso aggredisce gli esponenti di Centrodestra,un pubblico assai scelto applaude a comando,5 giornalisti di sinistra contestano uno di centrodestra impedendogli di parlare.E’ la sinistra dei Di Pietro e dei Grillo.Ed ora vuole la parte del leone.Ogni malattia degna di tale nome si aggrava oppure guarisce.La malattia del radicalismo di Sinistra non fa eccezione,e voi non avete fatto nulla per guarirla:ne avete anzi sposato spesso il linguaggio e le tattiche.Ora,come ho detto,Grillo pretende che si finisca il lavoro.
Luca De Cet // Luglio 14, 2009 a 15:44
Andrea, la candidatura di Beppe Grillo è una provocazione per dimostrare realmente, che gli italiani non ne possono più di un PD che ha lasciato letteralmente il paese in mano al Centro Destra. Perchè lo ha fatto? Non diamo la colpa a Mastella o Bertinotti, sarebbero bastate poche parole e la maggioranza degli italiani ( votanti PD + astenuti + IDV ) avrebbero votato per il Centro Sinistra. Invece no, avete… hanno lasciato correre tutto, come niente fosse. Sono deluso, non andrò più a votare perchè serve solo ad asseganare un posto di lavoro. Ti scrivo perchè ho ascoltato fino in fondo il tuo discorso su “problema etico” del 6 luglio. Questo è uno dei temi su cui vi sta battendo Grillo. Ci hanno presentati qualche anno fa, e ti hanno sempre descritto come una persona di grande spessore culturale e morale. Mi auguro che tu riesca a farmi tornare la voglia di recarmi alle urne.
Luca De Cet // Luglio 14, 2009 a 15:48
Aggiungo, il perché lìitalia è stata lasciata al PDL forse è chiaro, Berlusconi è l’unico collante sociale rimasto. In un momento come questo, se governasse il Centro Sinistra, i parlamentari dovrebbero girare con i sandali e il saio fracescano per guadagnarsi il rispetto di chi sta perdendo il proprio posto di lavoro. Cosi invece, possono benissimo restare al proprio posto con un alibi.
David // Luglio 14, 2009 a 18:24
Onorevole Sarubbi, se Pier Silvio Berlusconi o Emilio Fede volessero candidarsi alla Segreteria del PD li lascereste fare perchè la cosa non vi preoccuperebbe. Nessun elettore PD darebbe il voto ad Emilio Fede e la proposta verrebbe spazzata via da quella strana cosa chiamata “democrazia”. L’impressione generale è che chi regge il baraccone PD e l’ha condotto dov’è adesso tema che molti degli elettori rimasti condividano troppo di quello che Grillo – spesso malamente – sostiene. Ricordo a tutti che il PD non è un’entità nata dalla gente per un particolare bisogno sociale ma un progetto ideato e portato avanti da un gruppo dirigenziale che, per vari motivi sempre meno condivisibili, ha ritenuto di mettere insieme persone come Follini Bonino e Rutelli, elettorato incluso (si spera).
David // Luglio 14, 2009 a 18:29
@ Sig. Manlio Laurenti
Ecco come su LA7 vengono aggrediti i politici di centrodestra e viene loro impedito di parlare.
Vik // Luglio 14, 2009 a 18:38
“Il Pd ha uno statuto, una carta dei valori, un programma politico, un’organizzazione”
Il PD ha uno statuto simile alla pelle dell´asino, che si allunga o si accorcia secondo le esigenze del momento (leggi tesseramenti a valanga in Campania e tessera negata a Grillo)
Il PD ha una carte dei valori… il problema é che i suoi dirigenti questa carta dei valori l´hanno smarrita durante il trasloco da Botteghe Oscure (leggi “Abbiamounabanca!”, Consorte, Carra, Pizzino Latorre ecc ecc… la lista é lunga)
Il PD ha un programma politico… che peró tiene ancora segreto, chiuso in qualche cassetto per paura che glielo copino e per ora si appoggia a quello del PDL.
Il PD ha un´organizzazione… certo… fatta di tanti militanti, ma che si sta assottigliando ogni giorno che passa.
Considerando che Grillo é praticamente INSESITENTE per i media nazionali (eccezion fatta quando si tratta di attaccarlo) non direi che la sua esperienza politica abbia fallito, visto che é riuscito, con l´aiuto esclusivo del suo blog, a far eleggere come consiglieri comunali diversi suoi simpatizzanti. Grillo non ha giornali che lo sostengono, Grillo per la televisione é il comico di 30 anni fa ai tempi di “Te la do io l´America” oppure il populista antipolitico che sa dire solo le parolacce; delle sue proposte, delle sue battaglie per una migliore qualitá della vita, contro il precariato e per un parlamento libero da condannati, inquisiti ecc… neanche un accenno. Eppure… Grillo… riscuote piú consensi e simpatie di Franceschini Bersani Marino messi assieme e moltiplicati per 10.
On. Sarubbi…ma lei..il blog di Grillo, lo ha mai letto oppure sul suo pc é stato installato un programma di blocco che le impedisce di consultarlo?
Leggendo il suo ultimo intervento, on. Sarubbi, pieno di frasucce preconfezionate buone per tutte le stagioni, mi convinco sempre di piú che in realtá Grillo faccia paura solo alla vecchia dirigenza del PD alla quale lei ha giurato fedeltá in cambio del seggio parlamentare che occupa. La capisco benissimo, lei oggi é lí per volontá della segreteria, certo non per mandato popolare (visto che in Italia ció non é piú possibile) ed é a quella segreteria che lei deve rendere conto. Ha tutta la mia comprensione.
On. Sarubbi… ma lei.. i 60 di storia della sinistra italiana, quella delle battaglie per il lavoro fuori dal cancello 5 di FIAT MIRAFIORI, quella della “questione morale” del grande e compianto Berlinguer (sic!), quella del milione di militanti accorsi a Roma al grido di “ECCOCI!”, quella della battaglia contro il pericolo di infiltrazioni terroristiche… cosí simile alle battaglie di Beppe Grillo… la conosce?
On. Sarubbi… ma lei… ha mai sentito parlare di Giancarlo Pajetta e del suo carattere poco incline alla diplomazia, ma nel contempo persona leale ed onesta? Io penso proprio di no, altrimenti oggi lei userebbe le stesse parole che uso ora io e… non siederebbe su quella poltrona.
Saluti
Vittorio
FrancoK // Luglio 14, 2009 a 19:36
“Se voglio bene ad una pianta, se mi preoccupo perché il mio giovane limone non fa ancora limoni, ho il dovere di intervenire: lo innaffio, lo concimo, combatto i parassiti e se necessario lo poto. Non prendo un arancio e ce lo innesto sopra, o almeno non è la prima cosa che mi viene in mente, perché a me non interessa un albero qualunque: io voglio limoni e non arance.”
Non è diverso da quallo che dice Grillo, solo che Grillo sottolinea come sul limone (il PCI di Berlinguer) l’attuale dirigenza abbia cercato di fare attecchire un arancio, per rimanere nel paragone.
E quello che chiede, ma non lo otterrà, non potrà candidarsi.
Il mio paragone botanico invece è che il PD è l’incontro di DUE o più diverse culture, ma entrambe si sono snaturate e corrotte.
Come avere una pianta di limone a cui è stata fatta una talea di arancio, ma la maggior parte dei frutti, delle foglie e dei rami stanno seccando perchè quelli che dovrebbero potarla, annaffiarla e farla crescere non lo fanno, per non fare crescere “l’altra parte”.
Sergio1963 // Luglio 14, 2009 a 20:49
1) Assolutamente d’accordo (come sempre) con Zanfardino.
2) Per Andrea Sarubbi: stavolta credo che tu non abbia centrato il problema. L’azione di disturbo di Grillo doveva essere rigettata con metodi democratici. Un partito che si chiama democratico deve seguire delle regole ‘democratiche’. Allora oggi abbiamo capito pochi decidono chi entra e chi no: “a prescindere” direbbe il massimo filosofo italiano del secolo scorso (Antonio de Curtis).
Peccato. Si poteva innescare un meccanismo sano di autocorrezione. Il virus Grillo avrebbe generato i necessari anticorpi. Quasi una cura omeopatica. Ora invece le difese immunitarie sono al minimo per eccesso di antibiotici.
Vedremo . . .
Mauro // Luglio 15, 2009 a 00:15
Non ho letto tutto…però due-tre cose al volo:
- non candidare Grillo è un segno poco Democratico prima di tutto, perchè la tessera nel mio comune (e vi assicuro che io seguo la politica locale) l’hanno fatta proprio a tutti, senza le distinzioni che sono state fatte per lui; quindi non prendiamoci in giro
- Grillo sostiene battaglie, a parte i toni, totalmente accettabili dal partito (penso al rinnovamento della politica, all’ecologia, al wi-fi, all’onesta dei candidati, e via dicendo…); ripeto: a parte i toni, guardiamo la sostanza!!
- a livello politico poi, la gente vuole il vero rinnovamento, sveglia!!! Di Pietro che cavalca questi temi, guadagna 4-5 punti ad ogni elezione, perchè lasciare a lui i temi caldi?? Teniamo il nostro tono politico più elevato d’accordo, ma non lasciamo agli altri parlare di nuovi modi di far politica, perchè perderemo sempre….Ma soprattutto: i temi di Grillo SONO MORALMENTE MIGLIORI ma detti in tono strepitante, NON SIATE MIOPI!!
manlio laurenti // Luglio 15, 2009 a 10:47
On Sarubbi,come ha fatto a non capire che il vero PD sarebbe quello di Pajetta,e di Berlinguer?Come ha fatto a non capire che il vero muro è quello di Berlino,che la vera Cuba è quella di Fidel?On Sarubbi,lei non dovrebbe essere dove sta ma,visto che ci sta e male non guadagna,guardi che vicino al suo studio,in Pza San Silvestro,c’è un concessionario Rolex.Ne regali uno a Vittorio,e poi si domandi che paese è quello dove esiste ancora nel suo partito gente che,senza minimamante scherzare,ostenta nostalgie Pajettiane,Berlingueriane(e perchè non Togliattiane?)
alessandro morelli // Luglio 17, 2009 a 19:10
e’ inutile che continuiate a fare i sordi…li hai letti i commenti sarubbi ?…grillo non ce l’ha con il pd, ce l’ha con la dirigenza, che si guarda bene dall’applicare le minime forme di democrazia…perche’ sarebbe la loro fine immediata.
Vik // Luglio 17, 2009 a 22:29
Sig. Manlio Laurenti.. ad onor del vero… io ho parlato della storia del PD, e che vi piaccia o no, é quella che vide protagonisti personaggi come Berlinguer, Pajetta e perché no, pure Togliatti. Se poi questa storia la vogliamo riscrivere, prego. Sará un´altra, l´ennesima mistificazione della realtá. Beh certo… sentendo un Veltroni tessere le lodi di un ladro tangentista, pregiudicato e latitante come Craxi… corre un brivido freddo lungo la schiena e non penso solo a me, ma a migliaia di elettori del PD. Il PD che misconosce la propria storia, le proprie origini, che non si rivolge e difende piú alle classi sociali piú deboli, che eleva un Craxi ad esempio… ha ragione Grillo… é un PD meno Elle… un clone dell´attuale destra italiana; ma allora tanto vale dare il voto “all´originale”
P.S. quella del Rolex non l´ho capita, sembra una frase buttata lí per riempire uno spazio vuoto.