L’ultima volta che ero stato ad Ischia avevo trovato un sindaco dimissionario, una maggioranza spaccata, un Partito democratico ancora inesistente: in Consiglio comunale convivevano, infatti, il gruppo dei Ds e quello della Margherita, divisi da frizioni sempre meno sostenibili. Così, con un atto di coraggio, Giosy Ferrandino aveva deciso di rimettere il suo mandato da sindaco: se non si fosse trovato un accordo nel giro di poche settimane, il Comune di Ischia sarebbe stato amministrato da un commissario fino alla prossima tornata elettorale, presumibilmente le Europee del 2009. Dopo un mese, ieri ho rivisto Giosy. Che ha vinto la sua battaglia ed è rimasto sindaco: ha convinto Ds e Margherita a confluire nel gruppo del Partito democratico, ha proceduto ad un rimpasto coraggioso infrangendo le regole non scritte del bilancino, ha mantenuto nella giunta l’Udc e addirittura ha “inglobato” un consigliere indipendente, cominciando il secondo mandato con una solidità ancora maggiore. Finora avevo sempre citato Ischia, nei miei discorsi, come esempio di divisioni interne, al pari di Cercola e Grumo Nevano (dove infatti siamo stati battuti alle amministrative). Ma qui, per fortuna, qualcosa è cambiato.
Qualcosa è cambiato
Maggio 12, 2008 · Nessun Commento
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