
Primo maggio con amici. Anna, che mi conosce dai tempi dell’asilo (fiocchetti blu di suor Pasqualina), dirige un quotidiano su internet ma formalmente è libera professionista con partita Iva. Khalid, che fino a qualche mese fa lavorava in un’agenzia di stampa, ora si occupa di tradizioni e gestisce una società di consulenze editoriali. Sempre a partita Iva. Sua moglie Khalida, che deve ancora finire di studiare, sta per iniziare un contratto di collaborazione con la Rai. Durata: un mese. Andrea, regista Rai da molti anni, ha un contratto a scrittura, a tempo determinato: prende un tanto a puntata e regolarmente, dopo una pausa, viene riconfermato. Poi c’era Solen, mia moglie, che vanta un part time di circa 11 ore a settimana con l’Apcom ed una collaborazione in scadenza con il Forum delle associazioni familiari. Infine, io, il privilegiato della Casta. Io che, fino a due mesi fa, ero per la Rai un collaboratore esterno, nonostante ci mettessi la faccia due volte a settimana e vivessi 8 ore al giorno in redazione. Io che, per tentare l’avventura politica, non ho potuto chiedere l’aspettativa, perché non ne avevo diritto: il mio contratto, che scadeva il 3 settembre, è stato inizialmente sospeso e poi, dopo l’elezione, risolto. Ora, per la prima volta in vita mia, ho uno stipendio (alto, per di più) al netto dei contributi, delle ferie, della malattia. Ma i miei coetanei, che non hanno avuto la fortuna di finire in Parlamento, non possono permettersi il lusso di fare progetti a lungo termine.


![Andrea si confronta con il card[1]. Kasper Andrea si confronta con il card[1]. Kasper](http://farm3.static.flickr.com/2185/2314611470_ea6fffed1d_t.jpg)
