Andrea Sarubbi

Entries from Maggio 2008

Gomorra

Maggio 31, 2008 · 1 Commento

gomorra

Non so se riuscirò a trascrivere in parole le emozioni provate al cinema guardando Gomorra: rabbia, impotenza, dolore, tanto per citare il podio e non so ancora se l’ordine sia quello giusto. Anche il libro era una coltellata, ma le pagine di carta sono comunque un ammortizzatore: ti resta sempre il dubbio benevolo che Saviano ci abbia ricamato un po’ su, finché non lo vedi con i tuoi occhi. E quando la telecamera a spalla si intrufola nei sottoscala delle vele di Scampia, che troppe volte ho visto da fuori e mai da dentro, non puoi fare a meno di ricordare che quello è il tuo collegio, che quelli sono i tuoi elettori. Ripensare a quando hai deciso di entrare in politica “per risolvere i problemi delle persone”, e prendere atto del fatto che ora hai solo l’imbarazzo della scelta. Hai voluto la bicicletta, mi dicevo all’inizio della campagna elettorale, ora pedala. Il problema serio, serissimo, è che almeno vorrei avere una soluzione in testa (una qualsiasi, nella gamma che va dall’invio dell’esercito alle scuole di pace di Sant’Egidio) per cercare di metterla in pratica, ed invece sono uscito dal cinema sentendomi in colpa perché non sapevo cosa fare. Il messaggio di Saviano è chiaro: la Camorra ha più livelli e dipende in quale capiti; al livello base, quello della lotta tra clan per lo spaccio di droga, o ammazzi o vieni ammazzato; al livello superiore, quello delle sartorie clandestine o dello smaltimento di rifiuti tossici, puoi toglierti al massimo il lusso di dissociarti. Come Pasquale, il sarto che si ritrova a fare il camionista per non rischiare più la vita. Ecco, la paura che mi è rimasta - dopo aver visto il film - è che un giorno anche io finirò per arrendermi, dopo aver capito che non c’è nulla da fare.

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Diritto di replica

Maggio 30, 2008 · 4 Commenti

la casta

So di affrontare un tema impopolare, e me ne assumo il rischio. Ma alcuni titoli dei giornali di stamattina mi hanno veramente infastidito. “L’onorevole è in vacanza”, scrive Italia Oggi, spiegando che noi deputati avremmo lavorato 68 ore nel primo mese di Parlamento: la nostra tariffa oraria, dunque, sarebbe di 201 euro l’ora. Cominciamo dal tempo: dire che un parlamentare lavora soltanto quando è in aula è piuttosto superficiale. Mi accadeva una cosa simile anche con “A sua immagine”: molte persone credevano che lavorassi solo 20 minuti il sabato pomeriggio e 2 ore scarse la domenica mattina, ignorando le interminabili riunioni di redazione, le trasferte, il tempo impiegato a scrivere copioni, le giornate passate a registrare i reportage, le ore a rivedere il montaggio… Parallelamente, un deputato non lavora solo quando siede al suo scranno in aula: altrimenti dovremmo considerare quest’ultima settimana di ostruzionismo (che ci ha visti con il sedere incollato alla sedia per ore ed ore) come un bell’esempio di produttività dell’intera classe politica. Si lavora - parlo di me, almeno, visto che il mio è il caso che conosco meglio - anche in Commissione, in Transatlantico, al computer (io ci passo parecchie ore al giorno: blog, newsletter e risposta alle mail che ricevo), leggendo tutti i giornali e le riviste possibili e immaginabili, studiando gli argomenti di cui sei chiamato ad occuparti. E si lavora molto anche fuori dal Parlamento: partecipando a convegni, per esempio, oppure - e questo non lo calcola mai nessuno - andando nel proprio collegio. Nell’opinione pubblica c’è l’equazione “in collegio = in mutande sul terrazzo di casa”. Per me, onestamente, non è così: andare a Napoli tutte le settimane (e girare come una trottola, fra un appuntamento e l’altro) non è propriamente una passeggiata di salute. Se mi si chiedesse, insomma, quante ore ho lavorato in questo mese, direi almeno 200… ma non ci crederebbe nessuno. Passiamo ora al capitolo soldi: 68 ore per 201 euro (calcoli di Italia oggi) fa 13.668 euro, che in questo periodo di F24 mi farebbero piuttosto comodo. In realtà, questo è uno stipendio lordo, che non tiene conto di una serie di cose: 1.500 euro al mese vanno al Pd (non so quanto sia la cifra per gli altri partiti, ma credo simile), circa 8 mila euro al mese (da qui a settembre) devo darli come contributo per la scorsa campagna elettorale al Pd regionale. A settembre avrò saldato il debito, ma comincerò a mettere in piedi una segreteria e quindi avrò qualche stipendio da pagare. In più, nei 13.668 euro sono compresi anche alcuni rimborsi flat che vanno poi valutati al netto dei costi: più o meno, ho speso 200 euro nell’ultimo mese tra taxi e telefono. Quanto mi resta in tasca, allora, alla fine del primo mese da parlamentare? Circa 4 mila euro puliti, per 200 ore di lavoro. 20 euro l’ora: all’incirca, quanto guadagna un normale dirigente. Non mi sento parte di una casta: mi sento solo una persona che sta facendo (con dedizione assoluta) un lavoro di grande responsabilità e ben pagato. Troppo sincero?

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Dialogo tra i rifiuti

Maggio 29, 2008 · Nessun Commento

Pur non facendo parte della Commissione ambiente, da buon secchione oggi ho partecipato all’audizione di Bertolaso: un atto dovuto verso il mio collegio, visto che si parlava dell’emergenza rifiuti. C’era anche Stefania Prestigiacomo, che in linea di massima ha ribadito i criteri del decreto legge: riportare la normalità, anche a rischio di scelte difficili e impopolari; puntare per il futuro su raccolta differenziata, termovalorizzatori; avviare le bonifiche. In certi passaggi, mi sembrava di sentire il nostro Realacci: segno che, al di là delle appartenenze politiche, si può ragionare insieme serenamente quando si intravede una soluzione e non ci sono in ballo voti da contendersi. Due passaggi, in particolare, mi hanno stupito per onestà. Il primo è della Prestigiacomo: “Avremmo potuto ridurre la superficie del parco naturale di Terzigno per ritagliare uno spazio alla discarica. Abbiamo preferito non toccarne i confini, perché la presenza della discarica nel parco è per noi un impegno serio ad avviare poi le bonifiche”. L’altro è di Ermete: “Avremmo potuto protestare perché con Bertolaso si è sforato il numero dei componenti del governo, che ha superato la quota 60 indicata dalla legge Bassanini. Non ci è sembrato il caso e, anzi, gli siamo molto vicini nel suo impegno. La gestione commissariale è fallita, noi del Centrosinistra - come tutte le altre forze politiche, Lega esclusa - non possiamo sottrarci alle nostre responsabilità in questi anni”. Dopo giorni di ostruzionismo (a cui riconosco un risultato politico importante, per carità), è arrivato finalmente il momento del dialogo: così, quando Realacci dice al ministro di fare presto con le bonifiche, perché se no la politica non è più credibile in quel territorio, capisci che non sta facendo nessun calcolo elettorale in vista delle Regionali 2009. E lo stesso quando consiglia al governo di premiare i Comuni ricicloni, tenendo conto del fatto che molti campani hanno finora pagato tasse per servizi che non hanno ricevuto. Quanto a Bertolaso, ha dato cifre da star male: 30 mila tonnellate di rifiuti ancora per strada, oltre 100 incendi solo la scorsa notte, discariche attuali quasi al limite della capienza. Macchia soprana non può ricevere più di 140 mila tonnellate, Ferrandelle al massimo 40 mila: complessivamente, si può resistere per un altro mese, giusto il tempo di aprire le discariche di Sant’Arcangelo Trimonte e Savignano Irpino. Che dovrebbero essere destinate ai rifiuti locali, ma che naturalmente - almeno nel primo periodo - dovranno accogliere anche quelli di altre province. Quanto a Chiaiano, nessuna novità: bisogna aspettare che i tecnici finiscano gli esami. Sperando che non faccia troppo caldo.

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Ho rotto il ghiaccio

Maggio 28, 2008 · 7 Commenti

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l’onorevole Sarubbi. Ne ha facoltà per un minuto.
ANDREA SARUBBI. Signor Presidente, è il mio primo intervento alla Camera. Immagino mi faccia gli auguri, vero Presidente?
PRESIDENTE. Auguri!
ANDREA SARUBBI. Vorrei dedicare il mio intervento alle persone che, come me, sono all’inizio dell’attività legislativa (ce sono diverse anche nella maggioranza). Ce n’è una, in particolare, che ha parlato ieri e che si è preoccupata molto quando ha visto che i nostri banchi erano vuoti: si tratta dell’onorevole Buonanno.Vorrei spiegare all’onorevole Buonanno cosa è successo ieri. È successo che vi siete accorti che, senza l’opposizione, è peggio. Vi siete accorti che non si può giocare da soli, che l’opposizione riveste un ruolo importante. Il nostro ruolo è di vigilare, di fischiare - come fanno i vigili, appunto - quando c’è un’infrazione, quando le cose non vanno. L’onorevole Buonanno, quando era sindaco in Valsesia, è diventato famoso perché ha messo dei vigili di cartone a bloccare il traffico: erano dissuasivi, ma non fischiavano mai. Ecco, noi non possiamo essere di cartone; quando serve, fischieremo! (Applausi dei deputati dei gruppi Partito Democratico e Italia dei Valori)
Finalmente ho rotto il ghiaccio. Con il sorriso sulle labbra, ho cercato di ricordare alla maggioranza che il confronto è il sale della democrazia. Che ha senso giocare una partita solo se, prima, hai concordato le regole con il tuo avversario. La cosa che mi ha più stupito è stata la reazione dei leghisti: Buonanno mi ha ringraziato con un sorriso, contento di essere stato citato… un altro collega in cravatta verde, nel pomeriggio, si è venuto addirittura a complimentare con me. Il severo Castagnetti, invece, mi ha preso in giro per la spocchia con cui ho chiesto al presidente Fini di farmi gli auguri: noi divi del piccolo schermo perdiamo il pelo, ma non il vizio.

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SOS Alitalia

Maggio 27, 2008 · 1 Commento

alitalia

L’attività parlamentare procede su due binari. In Aula, di fronte al rifiuto di ritirare l’emendamento salva Retequattro, andiamo avanti con l’unica arma a disposizione, l’ostruzionismo: vista da fuori è una perdita di tempo, vissuta da dentro è una battaglia a mani nude per la giustizia. In Commissione, invece, si procede con l’esame di altri temi non meno importanti: tra oggi e domani tocca al prestito ponte per Alitalia, che dovrebbe essere convertito in legge. Anche su questo punto, ho scoperto, ci sono diversi problemi con l’Europa, che ci ha dato tempo fino a giovedì per fornire chiarimenti: l’Italia deve spiegare, cioè, se si tratta di un aiuto di salvataggio (transitorio per natura) o di ristrutturazione (connesso ad un piano a lungo termine). La Commissione, in sostanza, non considererà i 300 milioni di euro un aiuto di Stato (incompatibile con il mercato comune) solo in presenza di un piano credibile di privatizzazione. Non è un problema di destra o di sinistra, ma di credibilità internazionale: già nel 2004 passò un prestito di 400 milioni, in cambio dell’impegno a ristrutturare l’azienda. La Francia, per esempio, lo ha fatto, rimettendo in piedi la propria compagnia di bandiera e poi privatizzandola. Oggi in Commissione abbiamo appreso che i nostri 300 milioni di euro serviranno ad aumentare il capitale sociale di Alitalia… e la ristrutturazione? Aspettiamo con ansia notizie della cordata italiana.

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