Andrea Sarubbi

Les italiens sont-ils des cons?

Aprile 27, 2008 · 6 Commenti

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Gli italiani hanno dunque riportato al potere l’uomo che, in campagna elettorale, aveva risposto ad una precaria che la soluzione migliore ai suoi problemi fosse sposare un milionario. “Che una tale imbecillità possa avere anche solo una speranza di vincere le elezioni è incredibile!” ha commentato il deputato europeo Daniel Cohn-Bendit su France Inter, aggiungendo: “Uno come Berlusconi dovrebbe totalizzare l’1,5% dei consensi, in un Paese civilizzato”. Al bar sotto casa come negli emicicli parlamentari, in molti si sono posti la stessa domanda: gli italiani sono dei cretini? A prima vista, riportare al potere un miliardario demagogo (…) un settantenne ritoccato con il bisturi, le iniezioni di botox, i trapianti di capelli, le lampade a raggi ultravioletti per illudere ancora, be’, insomma, che un popolo rielegga questo Duce da carnevale ci fa riflettere (…). Il suo rivale in campagna elettorale, Walter Veltroni, aveva scelto un linguaggio opposto, puntando sulla speranza e l’ottimismo verso il centrosinistra, come a voler troncare con il pessimismo abituale (…). Per non fare dell’antiberlusconismo il suo unico cavallo di battaglia, non ha pronunciato mai il nome del suo rivale. Una scelta lodevole, ma anche la prova che non si vince contro Berlusconi puntando sui valori. E soprattutto, che non paga fare promesse agli italiani, che non ci credono più (…). L’Italia impoverita di oggi incarna la disperazione di quella ragazza precaria, ed alle elezioni ha seguito il consiglio subliminale del Cavaliere: ha sposato un milionario.

 

Ho tradotto, alla buona, un articolo dello svizzero Michel Beuret, pubblicato sulla rivista “L’hebdo” della scorsa settimana. Me lo ha mandato mio zio Francis, che vive a Bienne, dicendomi che l’analisi contenuta nel pezzo è ciò che lui ha sempre pensato dell’Italia. Ne ho saltato alcune parti, in cui si ribadisce l’amore per l’Italia, per la sua storia passata e per la sua cultura presente. Ma il messaggio mi pare chiaro. E siccome oggi è giorno di silenzio elettorale, in attesa dell’apertura delle urne, non aggiungo nulla di mio.

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