
È difficile spiegare Ostia a chi non la conosce. Ufficialmente fanno parte del XIII municipio, hanno votato no a tutti i referendum secessionisti. Ma poi, appena imboccano la Colombo per andare all’Eur, si sentono in trasferta: “Dove vai?” “Vado a Roma”. Ecco, io a Ostia ci sono praticamente nato, ci ho passato i primi 15 anni della mia vita. E poi non è che mi sia allontanato molto: con mamma e papà ci trasferimmo a Casal Palocco, dove i miei e Vanja vivono ancora. E di quel municipio conosco ogni strada, ogni angolo. Ostia ponente e levante, Ostia Antica, Palocco, Dragona, Dragoncello, l’Axa, Centro Giano, Casal bernocchi, Acilia, San Giorgio, San Francesco, la Longarina, l’Infernetto, la Madonnetta, la Nuova Palocco, il Villaggio Alitalia, Castel Fusano, Castel Porziano, i quartieri nuovi come Malafede e le Terrazze del presidente… E sto citando a memoria, senza Tuttocittà: probabilmente non c’è un’altra zona del mondo che conosco allo stesso modo. Ogni luogo è un ricordo, un sentimento. Chiudo gli occhi e mi ricordo le passeggiate in bici, da piccolo, per andare al mare. E quella volta che mi scordai di telefonare, dal Tibidabo, per dire che ero arrivato, beccandomi un memorabile cazziatone da papà. E le partite giocate con i Pescatori, l’Ostiamare, l’Ostia. E il vento in faccia quando andavamo alla rotonda, sui segni zodiacali, a cercare lo scorpione. Immaginatevi che effetto mi ha fatto, ieri sera, tornare lì da deputato, per un aperitivo elettorale proprio a due passi dalla rotonda. Con gli amici di sempre, quelli che mi chiamano onorevole solo per prendermi in giro.


![Andrea si confronta con il card[1]. Kasper Andrea si confronta con il card[1]. Kasper](http://farm3.static.flickr.com/2185/2314611470_ea6fffed1d_t.jpg)
