
Mi è successa una cosa stranissima, ieri sera: per la prima volta, mi sono sentito straniero a Roma. Ero all’incontro organizzato da Francesco Rutelli e Nicola Zingaretti, in un albergo vicinissimo al posto in cui abitavo fino a pochi mesi fa: una riunione operativa, per organizzare i tempi supplementari prima del ballottaggio. C’erano almeno 1.500 persone: candidati al Parlamento, al Consiglio comunale, ai Municipi, volontari, simpatizzanti… e si salutavano tutti, commentando i risultati di questo o quel seggio. La stessa cosa che avrei fatto io a Napoli, fra una stretta di mano e l’altra. Invece, ieri sera ero un esordiente totale, un mezzo imbucato, con tanta buona volontà ma pochi mezzi: praticamente, un catapultato al contrario. “Deve essere il mio destino”, mi ripetevo con la solita aria affranta e disfattista delle serate storte, ripensando all’ostracismo iniziale del Pd campano verso la mia candidatura. Il vittimismo è durato fino a quando non ho incontrato Cristina De Luca ed Amedeo Piva, due persone serie e con una grande esperienza politica alle spalle: erano entrambi in lista a Roma, ma nessuno dei due è stato eletto. Ecco, lì ho capito definitivamente di essere un cretino.


![Andrea si confronta con il card[1]. Kasper Andrea si confronta con il card[1]. Kasper](http://farm3.static.flickr.com/2185/2314611470_ea6fffed1d_t.jpg)
