Andrea Sarubbi

Uolter in Naples

Aprile 10, 2008 · Nessun Commento

Veltroni

C’era uno strano oggetto sul bavero della giacca di Uolter, nel comizio di ieri pomeriggio in piazza del Plebiscito: gliel’avevo dato io, che ho seguito l’evento a pochi metri di distanza, sotto al palco. Era una resistenza elettrica, che a mia volta avevo ricevuto dai giovani del Pd: un segno di resistenza alla criminalità organizzata, un atto di coraggio contro la camorra. Gli stessi ragazzi erano venuti in piazza con alcuni cartelli: su ognuno, il nome di un clan. L’ho detto a Uolter, che poco dopo – nel suo passaggio sulla legalità – ha urlato al microfono questi nomi raramente nominati. Ecco, in quel momento – dopo un mese di campagna elettorale, in cui diverse persone mi hanno rimproverato di stare dalla parte sbagliata – ho avuto invece la conferma di essermi schierato dalla parte giusta: quella di chi non ha paura, quella di chi vuole cambiare perché non si rassegna. Emozioni a parte, l’evento di ieri è stato interessante anche dal punto di vista dell’analisi politica: rispetto al principale esponente dello schieramento a noi avverso, il palco era nettamente più arretrato e la piazza nettamente più piena. Merito delle mie preghiere antipioggia, certo, ma anche di un’opinione pubblica che sta cambiando in queste ore: tre settimane fa, sole o non sole, i napoletani sarebbero rimasti a casa. Invece eravamo lì, ad ascoltare parole che speravamo di sentirci dire.

 

 

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