
Mi ricordo ancora il giorno in cui padre Franco ce lo propose: un anno senza comprarci vestiti, come segno di uno stile di vita sobrio. Di anni, all’epoca, ne avevamo una ventina, e l’attenzione personale al look era al suo massimo storico. Non voleva essere un’autopunizione, ma uno stimolo: passando per la sobrietà, avremmo riflettuto sulla differenza fra consumi essenziali e consumi indotti. Ci saremmo posti il problema dell’overconsumption, come la chiamano negli Stati Uniti, ed avremmo capito che il concetto di felicità non è strettamente legato al Pil. Pauperismo, penserete voi. Consapevolezza, rispondo io: una consapevolezza cresciuta attraverso incontri con esperti di economia e di ambiente, visite alle botteghe del mondo, seminari sul consumo critico, letture di libri pubblicati dal Centro nuovo modello di sviluppo, boicottaggi alle aziende che non rispettavano i diritti umani. Come la Nike, per lo sfruttamento dei lavoratori nel sudest asiatico, o la Nestlè, per la questione del latte in polvere imposto negli ospedali africani. Di anni, da allora, ne sono passati parecchi. Ho ripreso a comprare vestiti, ma non ho smesso di sentirmi responsabile del destino del mondo: così, quando ieri sera gli ecologisti democratici di Castellammare di Stabia mi hanno chiamato a discutere di ambiente, mi sono sentito a casa. Ho citato, fra i vari episodi, la mia partecipazione alla Conferenza ministeriale del Wto, che si tenne nel 2001 a Doha, in Qatar: mi ricordo una durissima battaglia sui Trips, i diritti di proprietà intellettuale, che vide Stati Uniti e Svizzera contrapposti ai Paesi in via di sviluppo, India e Brasile in testa. Sulla questione dei brevetti dei farmaci salvavita si giocava il destino di milioni di individui, per la maggior parte malati di Aids, ma parallelamente si muovevano somme di denaro enormi, ed alla fine non si trovò un accordo: 7 anni dopo, il commercio continua a venire prima della salute delle persone. Sono tantissimi gli elettori del Pd che si pongono problemi di questo tipo: lasciarli al monopolio della Sinistra arcobaleno, con le sue modalità non sempre condivisibili, non è un vantaggio per nessuno, nemmeno per i poveri.


![Andrea si confronta con il card[1]. Kasper Andrea si confronta con il card[1]. Kasper](http://farm3.static.flickr.com/2185/2314611470_ea6fffed1d_t.jpg)
