Mai buttare le buste di plastica nei cassonetti della plastica: non possono essere riciclate insieme al resto. Mai buttare le bottiglie di plastica con tutto il tappo, perché neppure quest’ultimo verrà riciclato. Figurarsi le vaschette del salmone o degli affettati: non è quella la plastica che serve alla raccolta differenziata. In un paio d’ore di visita ad un’azienda che smaltisce rifiuti, mi sono crollate parecchie convinzioni che avevo accumulato negli anni. Ho capito, sostanzialmente, che la raccolta differenziata totale non è materialmente possibile, ma che si può fare moltissimo già educando tutti a separare dal resto il cartone e le bottiglie di plastica (compresi i flaconi dei detersivi: a proposito: meglio ancora se togliamo l’etichetta di carta). Ho capito, soprattutto, che chi parla della Campania come di un posto in cui la raccolta differenziata non esiste non ha mai visitato l’Ecologia Bruscino. Una bella azienda a conduzione familiare, partita nel dopoguerra con un’autocisterna per svuotare i pozzi ed arrivata oggi alla terza generazione: la gestiscono due fratelli molto in gamba, meno di sessant’anni in due e già150 dipendenti sulle spalle. Addirittura 400, se si considera l’indotto. Hanno cominciato da piccoli, indossando d’estate la tuta da operaio, mentre i compagni di scuola andavano in vacanza; ora, dopo la laurea e con diversi anni di esperienza nel curriculum, sono già imprenditori navigati. Le cose che mi appassionano, di loro, sono almeno tre: la passione dell’impresa, l’amore per i lavoratori (”Nonno ci diceva che noi possiamo anche non mangiare, ma non deve mai mancare il pane sul tavolo dell’operaio”) ed il grande rispetto per l’ambiente. L’Ecologia Bruscino è stata la prima azienda campana ad ottenere il riconoscimento Emas 2, sarà tra poche ad avere un impianto fotovoltaico interamente autofinanziato; punta sulla raccolta differenziata dal 1999, quando non la faceva ancora nessuno. È anche merito suo se oggi, in quella che il resto d’Italia chiama la terra della monnezza, ci sono diversi Comuni ricicloni, come Cercola e San Vitaliano: posti in cui la raccolta differenziata è superiore al 50 per cento, ben oltre la soglia del 35 fissata dal decreto Ronchi. L’azienda organizza incontri per amministratori locali e cittadini, accoglie ogni anno migliaia di studenti: fa vedere a tutti il laser che separa un tipo di plastica dall’altra, regala penne e pochette fatte di materiali riciclati, mostra la procedura con cui anche un olio industriale viene trasformato in qualcosa di utile. Per non parlare delle lastre fotografiche, da cui viene estratto l’argento: si fonde, si mette in lingotti e si rivende alle gioiellerie. Chi vuole organizzarsi per il prossimo San Valentino prenoti una tappa da queste parti.



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3 risposte finora ↓
Rifiuti e politica IV « Mettiamo Radici // Aprile 2, 2008 a 14:15
[...] Il post che ho letto oggi, parla di rifiuti, ma non dei soliti cumuli persi in strada. Parla invece di eccellenza nella raccolta differenziata, e di come educare gli studenti e gli adulti a rispettarne le regole. Se in Italia nascessero tante piccole imprese che si occupano di differenziare i rifiuti, il nostro territorio sarebbe molto più al sicuro, e ci guadagnerebbero tutti, gli imprenditori, i cittadini, l’ambiente. [...]
andreasarubbi // Aprile 3, 2008 a 14:42
@mettiamo radici: grazie per le belle parole che hai speso sul mio blog. In bocca al lupo per la tua avventura politica. Spero di conoscerti presto.
trilly // Aprile 7, 2008 a 09:23
hai messo in crisi una famiglia che credeva di aver sempre riciclato a regola d’arte!
una bella campagna informativa che metta a fuoco un “decalogo della monnezza utile ovvero del corretto riciclo” non sarebbe male, che ne dici? d’altra parte tu sei un politico comunicatore…