Andrea Sarubbi

“Faccia a faccia”

Marzo 31, 2008 · Nessun Commento

Quella di Fuorigrotta è, per il Pd, una sede storica: è quella, tanto per capirci, che può vantarsi di aver portato in Senato l’attuale presidente della Repubblica. Nei quadri alla parete, che immortalano le prime pagine storiche dell’Unità, si respira aria di militanza; nelle facce della platea si tocca con mano la passione. Arrivo qui un po’ nervoso - il traffico ci ha bloccato e la gente mi aspetta da mezzora - e l’umore peggiora ulteriormente quando vedo il manifesto: hanno sbagliato il cognome, regalandomi una R che non mi appartiene. “Ce ne siamo accorti tardi”, si scusa il presidente della municipalità, Peppe Balzamo, che si fa perdonare subito con una carrambata: ha invitato, per l’occasione, un mio quasi parente, anche lui Sarubbi con una R sola, originario - come mio padre - di Lauria. L’incontro ha per tema “Precariato, giovani, donne e famiglia”, ma la parte più interessante non è certo il mio intervento: ognuno dei presenti ha un problema da manifestare, un’idea da proporre, una storia da condividere. C’è la mamma di un bambino disabile che non ha trovato insegnanti di sostegno, l’ingegnere che ha brevettato un sistema salvavita legato al telefonino, la pensionata che fatica ad arrivare a fine mese, il militante preoccupato per il distacco della politica dalla vita reale, il credente che mi guardava su Raiuno, il laico che mi chiede un’opinione sui Dico. Vado via contento, direi confortato, ma con una consapevolezza in più: parlare a 100 persone guardandole negli occhi è molto più difficile che parlare a 3 milioni attraverso una telecamera.

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