
L’ultima volta che siamo andati insieme in pizzeria, a Casalpalocco, mio fratello Vanja ha ordinato una “wurstel e patate”. O forse era una “cozze e vongole”: la “wurstel e patate” era la volta prima. Da Michele a Forcella, invece, la pizza è solo Margherita. Con due varianti, per i clienti più complicati: marinara o bianca. Eppure, per sedersi bisogna prendere il numeretto, aspettare una quarantina di minuti e poi dividere il tavolo di marmo con l’avventore che la sorte ti avrà messo accanto: nel peggiore dei casi, è un tuo potenziale elettore che appena sente parlare di politica ti chiede di cambiare discorso, per non rovinarsi il gusto della pizza. E la pizza, in effetti, è meravigliosa: ancora di più se - come è capitato a me ieri - un’ora prima hai visto macinare il grano con i tuoi occhi, nel molino che da tre generazioni fornisce la farina a tutti i pizzaioli napoletani. Lo dirige un ragazzo della mia età, Antimo Caputo, che dal padre e dal nonno ha ereditato la passione per il suo lavoro. La visita alle macchine che trasformano il grano in crusca, semola e farina è stata, in realtà, un lungo incontro con i dipendenti dell’azienda: persone che lavorano lì da anni, che hanno visto crescere Antimo e che al molino di San Giovanni a Teduccio si sentono a casa. Parlavo con loro e ripensavo alle parole di Bertinotti sulle candidatiture di Colaninno e Boccuzzi nelle liste del Pd: “uno dei due è di troppo, perché imprenditori ed operai non possono stare dalla stessa parte”. Un bel giro al molino?


![Andrea si confronta con il card[1]. Kasper Andrea si confronta con il card[1]. Kasper](http://farm3.static.flickr.com/2185/2314611470_ea6fffed1d_t.jpg)

3 responses so far ↓
trilly // Marzo 27, 2008 at 7:11 pm
giustizia per i celiaci: pane e pizza per tutti!
Susy Pepe // Marzo 27, 2008 at 9:48 pm
Si potrebbe fare anche un giro nelle fabbrichette di jeans, scarpe e “borze”. Lì i padroni sono operai che col tempo hanno messo insieme un po’ di soldi, e lavorano con la “capa” sui banconi assieme ai dipendenti. Forse capitalisti ed operai non posson stare nella stessa lista…
andreasarubbi // Marzo 29, 2008 at 4:42 pm
@trilly: a Napoli sto incontrando parecchie pizzerie con menu per celiaci. Non disperare.
@Susy Pepe: se per capitalisti intendi imprenditori che vedono negli operai solo un mezzo per arricchirsi, hai ragione. Ma temo sia più un problema di persone che di classi sociali.
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