Andrea Sarubbi

Una meraviglia nascosta

Marzo 26, 2008 · Nessun Commento

La fortuna di una campagna elettorale come la mia, che mi vede girare come una trottola per le strade di Napoli e provincia, è che ogni tanto capito al posto giusto al momento giusto. Posso trovarmi all’ospedale degli Incurabili, per esempio, proprio nel momento in cui aprono al pubblico la farmacia storica, costruita nel Settecento e chiusa nei restanti 365 giorni del 2008. Uno spettacolo meraviglioso, che però – non ho ancora capito bene se per mancanza di fondi o di volontà politica negli ultimi decenni – si trova nel più totale abbandono. Un gioiello nascosto ai turisti (ed agli stessi napoletani, in verità), che in qualsiasi altro Paese del mondo avrebbe code di visitatori: oltre alla farmacia, infatti, il complesso contiene anche una chiesa dedicata a Santa Maria del Popolo (pure questa bellissima, ma da restaurare) ed al piano superiore l’appartamento di un santo, che sta cadendo a pezzi. È la casa di Luigi Gonzaga, che scelse di abitare fra i malati per curarli più da vicino e che pagò questo coraggio con la morte di peste. Ma è lunga la lista dei santi che nei secoli sono passati dagli Incurabili: da Gaetano Thiene a Francesco Caracciolo – passando per Alfonso de’ Liguori, che proprio sulle scale principali dell’ospedale fu colto da una visione – fino ai più recenti Giovanna Antida Thouret e Giuseppe Moscati. Al di là delle suggestioni religiose, poi, la struttura – voluta nel Cinquecento da Maria Longo, una nobildonna spagnola miracolata a Loreto – rappresentò per secoli un modello di buona sanità e di organizzazione perfetta, tanto che la sua scuola di medicina venne imitata nella struttura dai college inglesi. Mi ha dato tutte queste notizie il direttore sanitario, Luigi De Paola, che però non è riuscito a spiegarmi come mai – nonostante i suoi appelli ripetuti – nessuno abbia ritenuto il restauro degli Incurabili un atto dovuto alla storia e, contemporaneamente, un grosso affare a livello economico. Allora mi è venuta in mente la scena di Totò che vende la fontana di Trevi e ho trovato io la soluzione: vendiamo gli Incurabili ai giapponesi, che in cambio si portano la monnezza a casa loro. Ma non ditelo a Berlusconi, se no lo fa davvero.

Categorie: andrea sarubbi · campania · napoli

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