Andrea Sarubbi

Mezzo vivo o mezzo morto?

Marzo 24, 2008 · 2 Commenti

“Nel momento più drammatico della città, era lecito attendersi di meglio, anche per arginare l’antipolitica dilagante”: il giudizio critico è del cardinale Crescenzio Sepe, l’oggetto è la campagna elettorale appena iniziata. L’arcivescovo di Napoli ce l’ha con i partiti che “si azzuffano e fanno a gara a chi dice peggio dell’altro”, senza però elaborare “lo straccio di una proposta capace di alimentare la speranza”. Non entro nel merito dei contenuti – nello specifico ammetto di essere un po’ di parte, e le proposte contenute nel programma del Pd mi sembrano almeno “capaci di alimentare la speranza” – ma credo che il cardinale abbia ragione sul metodo in cui questa campagna elettorale viene svolta. Noi ci siamo appiattiti su Berlusconi, sui limiti evidenti delle sue liste, sulle manovre di potere dietro all’approdo demitiano nell’Udc, sulle responsabilità della sinistra massimalista nella gestione dell’emergenza rifiuti. Loro, incapaci di guardare oltre il proprio naso, fanno apertamente il tifo per la monnezza, perché rimanga nelle strade fino al giorno delle elezioni, ma non si preoccupano minimamente di come risolvere il problema. Né, credo, gli interessa davvero. La parabola del buon samaritano racconta di un uomo che viene depredato e picchiato dai briganti, che lo lasciano per terra mezzo morto, e di tre persone che gli passano accanto: solo una di loro si ferma e se ne prende cura. “Il politico vero – ha scritto qualcuno – come il buon samaritano ha misericordia del popolo e gli si fa vicino per restituirgli la mezza vita che gli hanno tolto, non per aggiungergli la mezza morte che gli manca e stenderlo definitivamente”. Sì, era sempre don Tonino Bello.

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