
Oreste non ha la patente, odia il motorino, si muove solo a piedi o con l’autobus. E così, lo ammetto, iniziare la campagna elettorale sui mezzi pubblici è stata più una necessità che una scelta. Ma ne sono contentissimo, per almeno due motivi: il primo è che posso incontrare tante persone e parlare con loro; il secondo è che – tra autobus, metropolitana e funicolare, che adoro – ho capito qualcosa di più di questa straordinaria città. C’è un dato che parla da solo: quando sarà finita la cura del ferro, nel 2012, Napoli e la sua provincia avranno la rete di trasporti più grande d’Italia. Una tra le migliori in Europa. Molto è stato già fatto, negli ultimi anni, anche per il trasporto su gomma: oltre la metà degli autobus sono a metano, alcuni si alimentano elettricamente con un impianto fotovoltaico. Roba da fare invidia al profondo nord, così come gli ultimi dati in materia di ambiente: secondo il rapporto appena pubblicato dall’Apat (Agenzia per la protezione dell’ambiente), Napoli è la città italiana che, dal 2000 in poi, ha fatto registrare l’incremento maggiore delle aree verdi pubbliche. Sette anni fa, i napoletani avevano 5 metri quadri di verde a testa; ora ne hanno 28. È vero, rimane il problema della monnezza: insieme a Cagliari, Catania e Messina, Napoli è una delle città in cui la raccolta differenziata è ancora sotto il 10 per cento. Ma all’ombra del Vesuvio, per fortuna, c’è anche altro di cui parlare.


![Andrea si confronta con il card[1]. Kasper Andrea si confronta con il card[1]. Kasper](http://farm3.static.flickr.com/2185/2314611470_ea6fffed1d_t.jpg)
